“4”: il ritorno di Slash feat. Myles Kennedy and The Conspirators

“4”: il ritorno di Slash feat. Myles Kennedy and The Conspirators
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“4” è il quarto album di Slash featuring Myles Kennedy and The Conspirators, quinto lavoro solista di Slash. Registrato in presa diretta nel celebre RCA Studio A di Nashville e prodotto da Dave Cobb, il disco è stato pubblicato lo scorso 11 febbraio come opera prima della neonata Gibson Records in collaborazione con BMG.

Diciamocelo chiaramente: ne avevamo davvero bisogno?

Una domanda scomoda ma lecita, soprattutto quando ci apprestiamo ad ascoltare una superband in cui militano uno dei più talentuosi chitarristi della storia e uno dei migliori cantanti degli ultimi vent’anni. Il rischio di inciampare in sonorità trite e ritrite allerta il mio quinto senso e mezzo: un pregiudizio innato più che un interrogativo, sorretto dalla totale mancanza di originalità nel titolo e nell’artwork della copertina.

Trainato dal singolo The River Is Rising, il disco si presenta non particolarmente rilevante per il curriculum vitae di Slash & Co. e non all’altezza dei precedenti lavori (World on Fire, giusto per citarne uno, su tutti).

C’est la vie, Fill My World e Fall Back to Earth, risultano i brani più centrati del disco, capaci di valorizzare al meglio le immense potenzialità canore di Myles Kennedy, già pienamente espresse con gli Alterbridge. April Fool e Spirit Love risultano le composizioni più trascurabili mentre Whatever Gets You By, Speak Louder Than Words e Call Off The Dogs occupano un gradino più in alto.

Nota di merito per Actions Speak Louder Than Words dove i cori di Todd Kerns si amalgamano alla perfezione con Mr. Kennedy.

Riassunto delle puntate precedenti

Un album godibile per i fan più incalliti dei Guns N’ Roses, che ben si presta per la dimensione live e per l’airplay radiofonico alternativo, ma che difficilmente è in grado di lasciare il segno.

Tra ballad, rock ‘n’ blues e ritmiche serrate contraddistinte dal ricettario di pentatoniche, blue note e seste maggiori che hanno reso mitologica l’immagine di Slash nell’Olimpo musicale, i cinque fuoriclasse di indubbio valore si presentano ad un compito di algebra del primo liceo dopo aver conseguito la laurea specialistica in matematica.

Atarassia pura che, se da un lato differenzia i veri professionisti dai millantati professionisti che infestano l’attuale panorama musicale mondiale, dall’altro verso, invece, ci lascia interdetti ma, al tempo stesso, ancora follemente innamorati di quegli artisti che apprezzeremmo ancor di più se riuscissero ad allontanarsi dal sentiero già battuto nel corso delle loro longeve carriere discografiche.

a cura di
Edoardo Siliquini

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