Elisa Nucciarelli, “Percorsi Riflessi” per «riveder le (nostre) stelle»

Elisa Nucciarelli, “Percorsi Riflessi” per «riveder le (nostre) stelle»
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Elisa Nucciarelli, artista toscana, non pone limiti al suo bisogno di sperimentare. Ad agosto il Palazzo Rospigliosi di Zagarolo ha ospitato la sua mostra temporanea, Percorsi Riflessi, il cui punto di fuga è centrale e rivolto al fruitore, come a voler abbattere la quarta parete che separa il mondo dell’Arte da tutto il resto.

Il fiore appartiene all’infinito e il giardino non vuole perdersi nell’infinito, ma consolarsi con il limite.

Il giardiniere appassionato, Rudolf Borchardt, Adelphi

Elisa Nucciarelli non ha mai scelto un solo strumento per comunicare: dal disegno alla fotografia alla pittura, lasciando aperti i diversi linguaggi che l’arte contemporanea offre, inserendosi nella fluid art e nell’utilizzo di tecniche differenti.

La fluid art è quella che per molti non ha bisogno di alcuna preparazione tecnica o di alcuno studio. C’è la possibilità che un modo di fare arte così permetta una maggior libertà di espressione o è forse un altro modo di classificare l’arte?

Credo che non ci sia una risposta valida in assoluto, posso soltanto dire cosa rappresenta la fluid art per me. La prima volta che ho visto un’opera di fluid art è stata quasi una “chiamata”. Ho avvertito subito un’attrazione e una curiosità, di conoscerne e approfondirne le tecniche, per potermi esprimere attraverso le sue possibili combinazioni di colori. Per me rappresenta una metafora della vita: dopo la scelta dei colori vi è una parte della composizione che sfugge completamente al mio controllo, così come all’uomo sfugge il controllo nella sua esistenza. Ogni opera diviene unica, non duplicabile e non ripetibile.  

Opposti, Acrilico su tela 4 Tele 50×50. Immagine fornita da Elisa Nucciarelli

Personalmente non getto i colori a caso sulla tela, realizzo con questa tecnica la mia rappresentazione di concetti che voglio esprimere e trasmettere a chi guarda il dipinto per offrire spunti di riflessione, ispirare curiosità su un argomento, trasmettere voglia di approfondire, crescere, conoscere se stessi e gli altri. Applicarla bene significa, pertanto, essere in grado di gestire i comportamenti del colore, saper “domare” e “trattenere” qualcosa che sfugge ma anche accettare e comprendere il significato di ciò che non si può controllare. Per quanto riguarda la libertà di espressione, ritengo si possa trovare in qualsiasi tecnica, ogni artista applica quella che risuona con la sua anima e la fluid art risuona con la mia.

Elisa Nucciarelli si rivolge al fruitore consapevole che ci saranno difficoltà nell’immediata comprensione dell’immagine, per questo ne accompagna il percorso con didascalie esplicative. Il limite della contemporaneità. (n.d.a)

In Parerga e paralipomena, Schopenhauer discusse il tema del confine affermando che “ognuno prende i limiti del suo campo visivo per i confini del mondo”. Cosa ne pensi di questa affermazione tenendo conto del tuo lavoro di artista?

Condivido questa frase per il fatto che ognuno guarda il mondo con i suoi occhi, considerando il proprio vissuto o i propri sogni. Lo stesso paesaggio, la stessa persona, lo stesso oggetto appaiono diversi agli occhi di due osservatori.

In riferimento al mio lavoro di artista, mi sento di affermare che il mio confine è come l’orizzonte di un paesaggio, è importante fermarsi per contemplarlo e per comprendere il punto in cui siamo. È poi fondamentale camminare in modo da far spostare quel confine sempre più avanti e poterlo ammirare mentre cambia forma e colore.

Confini dorati, Tecniche miste su tela Tela 35×45. Immagine fornita da Elisa Nucciarelli

Per me il confine esiste sempre e non esiste mai allo stesso tempo, nell’avanzare si mostra come una sottile linea dorata che salda visioni prospettive, personali e collettive.

Georges Duhamel, scrittore e medico francese del ‘900, disse “Per lavorare, per creare serenamente un’opera, una grande opera, bisognerebbe non vedere nessuno, non interessarsi a nessuno, non amare nessuno, ma allora per quale ragione fare un’opera?”.
Tu hai scelto di dedicare la mostra al fruitore. Ti trovi d’accordo con quanto detto da Duhamel?

La mia interpretazione della frase di Duhamel è che per realizzare una grande opera serve isolamento, inteso come un totale contatto con il nostro Io più profondo; una connessione assoluta con esso che possa consentire di rappresentare pienamente ciò che desideriamo comunicare. Tutte le interferenze a questa connessione possono impedirne la perfetta realizzazione. Per me questo si realizza nel momento in cui dipingo, la connessione con la mia parte più profonda è paragonabile a quella che raggiungo durante una meditazione: sono sveglia e presente ma allo stesso tempo altrove, c’è il vuoto intorno e contemporaneamente la connessione con tutto e tutti.

Terra, Tecniche miste su tela Tela 50×50. Immagine fornita da Elisa Nucciarelli

Questa connessione totalizzante mi rende possibile realizzare ciò che dice Duhamel, senza dover annullare il mio vivere. Diversamente non sarebbe possibile realizzare le mie opere perché la vita, l’amore, le relazioni, la natura, i comportamenti umani sono la mia ispirazione continua e perché dipingo per gli altri.

Goethe, tenendo presente il suo lavoro su La teoria dei colori, afferma che non è la luce bianca a scaturire dalla sovrapposizione dei colori, bensì il contrario; i colori non sono “primari”, ma consistono in un offuscamento della luce, o nell’interazione di questa con l’oscurità. Cosa c’è nei tuoi colori, invece?

Nei miei colori c’è la vita e la vita è nei colori. Ogni colore ha la sua dignità, il suo significato e il suo potere di trasmettere emozioni. La vita è multicolor, è sfumata e mescolata, a tratti piena e a tratti vuota e tutto questo la fluid art è in grado di rappresentarlo. Tutti i colori nella vita sono utili e dobbiamo essere capaci di ritrovare il nostro bambino interiore, lui è in grado di mostrarci l’arcobaleno che spunta con il sole dopo un temporale in scala di grigi. Nel mio modo di fare arte, i colori consentono di comunicare pensieri e riflessioni e per questo esprimono la poesia del colore.

In profondità, Acrilico su tela – Dutch Pour Tela 80×100. Immagine fornita da Elisa Nucciarelli

a cura di
Ylenia Del Giudice

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Un pensiero su “Elisa Nucciarelli, “Percorsi Riflessi” per «riveder le (nostre) stelle»

  1. “Elisa Nucciarelli si rivolge al fruitore consapevole che ci saranno difficoltà nell’immediata comprensione dell’immagine, per questo ne accompagna il percorso con didascalie esplicative. Il limite della contemporaneità.”

    Le didascalie di Elisa sono un ulteriore opera d’arte nell’opera d’arte.
    In parte accompagnano ed in parte permettono di interpretare/sognare con la propria fantasia facendo così che l’opera sia’ vissuta come un susseguirsi di emozioni.

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