Hoka Hey, con II si muore per rinascere

Hoka Hey, con II si muore per rinascere
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Uno spunto per nuova vita. Delle potenzialità che non aspettano altro di esplodere.

Hoka Hey, ovvero “Oggi è un buon giorno per morire”. Ovvero, l’urlo di battaglia di Cavallo Pazzo. Che è un po’ l’estremo epico del concetto di “o la va, o la spacca”. Avranno pensato proprio questo Emidio De Berardinis e Marcos Cortelazzo quando hanno deciso di avviare il duo rock.

Nati come side project dei Laika Vendetta, talentuosa band rock abruzzese della provincia di Teramo, gli Hoka Hey sono diventati a tutti gli effetti i diretti successori di quella realtà che, purtroppo, si è sciolta da poco (con il consenso e la consapevolezza di tutti i componenti).

Qualche ombra rafforza la luce

II è il secondo EP in meno di un anno realizzato da Emidio e Marcos e pare avere catalizzato, in parte, il periodo di indecisione e stasi di quello che fino a qualche mese fa era la band madre, trasmutando tutto ciò in voglia di rendere matura e autosufficiente questa nuova creatura.

Cinque brani. Una bella dose di chitarre e batteria che imbastiscono un muro sonoro roboante, solido. Lo si percepisce già dall’opener Andrà tutto bene, in Inno (la cui coda ha un sapore molto Afterhours epoca Hai Paura del Buio?)  e la conclusiva Respirare.

Ci sono anche momenti più calmi, pacati ma sempre con una persistente, sottile linea malinconica e inquieta. Parliamo di Ben È Tornata e Piccole Dosi Di Abbandono.

Gli Hoka Hey hanno una naturalezza a tratti invidiabile nel realizzare arrangiamenti efficaci, nel dosare momenti di stasi e sfuriate elettriche. Dal punto di vista musicale, II merita un plauso.

Sul versante dei testi, invece, non tutto è perfetto: qualche passaggio sfocia nella banalità, qualche volta sono note e decibel a irrobustire le crepe tra le parole. Ci sono poi episodi come Inno e Respirare, invece, che viaggiano in estrema sicurezza e forza. Non a caso sono i momenti migliori di questo EP degli Hoka Hey sia per testi, sia per progressione, sia per struttura.

Chi non risica non rosica

Delle sbavature che non intaccano tuttavia la potenzialità di Emidio e Marcos. Hoka Hey ha motivo di esistere e di essere portato avanti. II è un buon incentivo a dare loro fiducia, oltre che l’occasione per recuperare anche il precedente mini-EP di tre canzoni Super Legato Mantra.

Non c’è crescita senza azzardo. L’azzardo implica anche la possibilità di qualche piccolo errore. Ma è necessario per crescere. Gli Hoka Hey stanno crescendo bene. Ora vogliamo e aspettiamo un album completo.

a cura di
Andrea Mariano

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Andrea Mariano

Andrea nasce in un non meglio precisato giorno di febbraio, in una non meglio precisata seconda metà degli Anni ’80. È stata l’unica volta che è arrivato con estremo anticipo a un appuntamento. Sin da piccolo ha avuto il pallino per la scrittura e la musica. Pallino che nel corso degli anni è diventato un pallone aerostatico di dimensioni ragguardevoli. Da qualche tempo ha creato e cura (almeno, cerca) Perle ai Porci, un podcast dove parla a vanvera di dischi e artisti da riscoprire. La musica non è tuttavia il suo unico interesse: si definisce nerd voyeur, nel senso che è appassionato di tecnologia e videogiochi, rimane aggiornato su tutto, ma le ultime console che ha avuto sono il Super Nintendo nel 1995 e il GameBoy pocket nel 1996. Ogni tanto si ricorda di essere serio. Ma tranquilli, capita di rado. Note particolari: crede di vivere ancora negli Anni ’90.

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