Chiara Albertini tra intimismo e atmosfere suggestionanti

Chiara Albertini tra intimismo e atmosfere suggestionanti
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L’innata passione per la scrittura si concretizza dopo la stesura della tesi e da vita a romanzi introspettivi, che scavano nel profondo di ciascuno e spingono a mettersi in discussione. Chiara Albertini è un’autrice poliedrica, che unisce alla vena intimistica la capacità di ricreare atmosfere suggestionanti. L’ho intervistata per voi.

Ciao! Chi è Chiara? Presentati ai nostri lettori.. pronti, via!

Sono una giovane donna sognatrice e tenace, che coltiva da sempre quel lato fanciullesco che mi permette di cogliere mano a mano consapevolezze inedite e di rapportarmi ai sentimenti e alle sensazioni che vivo nel mio “io” più profondo, riflettendoli poi nella vita di tutti i giorni.

Credo che ricordarmi di quel “bambino” che vive dentro di me sia fondamentale nel permettermi di sentirmi una persona “completa” nella mia complessità e relatività di donna.

Nel cuore di una donna è un titolo particolare. Cosa c’è nel cuore di Susan, la protagonista? E cosa credi possa celare quello di una donna del Ventunesimo secolo?

Vero. Tanto “semplicistico”, in un certo senso, quanto profondo, se si guarda oltre… è diretto, permette di immergersi da subito fra i messaggi sottesi al testo, di addentrarsi all’istante nella trama. Il titolo funge un po’ da capo di un filo di una matassa ingarbugliata, un filo che se lo tiri lentamente, ti permette di scoprire ogni aspetto e ogni sfaccettatura del mondo interiore – come se fosse un oceano – che alberga nel cuore della protagonista, così come di ogni altra figura femminile presente nel romanzo.

Il titolo esemplifica il riflesso di ciò che da sempre la donna rappresenta e vive come essere umano, cogliendola nelle sue infinite peculiarità e contraddizioni. Sicuramente, esistono “leggi universali” nel cuore di ogni donna che si ripetono nell’arco della Storia, così come alcuni lati e aspetti differenti da un’epoca all’altra.  

I tuoi romanzi sono molto introspettivi. Cosa ti spinge a scrivere in maniera così intimistica?

Credo faccia parte semplicemente di ciò che definiamo DNA. È un bisogno intimo e necessario, che nasce immediatamente e spontaneamente, e si nutre della sua stessa linfa. Senza questa vena intimista non sarei la persona che sono, non mi riconoscerei.

In Vento dall’est, l’altra tua opera pubblicata in digitale per la collana YouFeel di Rizzoli, questa brezza è sempre presente nei momenti salienti del romanzo. Come mai questa scelta? Raccontaci in breve la trama.

Il vento costituisce da sempre un elemento fondamentale per me, perché lo identifico come una sorta di nostra voce interiore da ascoltare, la quale il più delle volte si presenta sotto la veste di un’amica fedele pronta a sostenerti, mentre le restanti volte può risultare “scomoda”, perché rivelatrice di verità inopportune che non si vogliono ascoltare, ma comunque una voce guida sempre presente in noi, affinché possa essere ascoltata in ogni frangente.

Nello specifico, il titolo rimanda alla suggestione di un mio ricordo di infanzia a cui sono molto legata, e il cui eco ho cercato di trasferire nelle pagine di una storia familiare delicata dove le emozioni narrate si intrecciano al focus rivolto a un tema sociale di estrema attualità.

Racconti sentimenti e legami e delinei l’esatta psicologia dei tuoi personaggi. Per farlo ci vuole grande sensibilità. Cosa stai provando in questo periodo difficile?

Difficile rispondere in poche parole a questa domanda, perché le implicazioni sono innumerevoli e complesse. Ti confesso solo che a volte sembra di trovarsi dispersi in mezzo all’oceano, soli su una piccola barca, mentre in altre è quello stesso mare a spingerti, attraverso le onde, verso una terraferma a te visibile, permettendoti di intravedere la luce di un faro che ti guida nella attraversata.

Come in ogni momento buio, complesso e delicato della vita, la speranza e la fede non dovrebbero mai venire a meno, così come il concentrarsi sempre e comunque sui propri sogni e su ciò che può renderci persone migliori.  

a cura di
Ilaria Iannuzzi

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