L’importanza dell’assistenza legale in musica: l’intervista ai ragazzi di Totally Imported

L’importanza dell’assistenza legale in musica: l’intervista ai ragazzi di Totally Imported
Condividi su

Come lo definiscono Francesco e Teodoro, Totally Imported è un hub creativo, nato nel 2014, che segue la produzione artistica dei suoi clienti a 360 gradi, comprendendo tra i servizi anche quello dell’assistenza legale.

Spesso dimentichiamo, o semplicemente non pensiamo al fatto che la musica, in quanto opera artistica, necessiti di un’assistenza di questo tipo. Per salvaguardarla e per salvaguardare tutti i soggetti che sono coinvolti nella sua realizzazione. 

Noi pensiamo che questo aspetto sia molto importante, e per questo motivo abbiamo deciso di fare qualche domanda a Francesco e Teodoro, così da capire meglio quali siano i benefici che un artista può trarre da questo tipo di servizio, e conoscere da vicino questo lavoro, che unisce due settori apparentemente così distanti tra loro.

Cos’è Totally Imported?

Una dicitura che amiamo usare per definire Totally Imported è quella di “hub creativo”.

Totally Imported si occupa prevalentemente di mettere in campo le competenze dei soci e dei collaboratori per seguire e valorizzare il percorso artistico dei nostri clienti a 360 gradi.

Totally imported negli anni ha approfondito, parallelamente all’attività di management discografica ed editoriale iniziata nel 2014, nuovi rami d’azienda quali la promozione ed ufficio stampa attraverso l’acquisizione di RcWaves ed infine l’attività l’attività di legal boutique.

La formazione di alcuni di voi, quindi, è anche giuridica,e applicate tale settore di studi alla musica. Esiste una formazione specifica, che prepari in entrambi gli ambiti, in Italia? Chi volesse fare questo lavoro, quale percorso di studi dovrebbe intraprendere?

In questi anni di attività abbiamo avuto modo di constatare quanto sia importante essere competenti in materia giuridica in ambito musicale.

La stragrande maggioranza di rapporti tra “attori” del music business viene regolata da tipicità contrattuali che richiedono una conoscenza ed uno studio molto specifico e troviamo che conoscere queste dinamiche possa essere un notevole valore aggiunto nella gestione dei progetti e nella tutela degli artisti e società del settore.

La passione per la musica ed il percorso di studi in legge hanno fatto sì che automaticamente cercassimo di fondere le due cose, approfondendo le materie legate al diritto ed al music business e frequentando dei master in Italia molto specifici.

Ad ogni modo, la prima fonte di approfondimento rimane la curiosità e la costante voglia di informarsi ed in questo senso noi siamo stati agevolati dall’esperienza sul campo.

Parlando con parole semplici, per agevolare anche chi, come me ad esempio, non conosce bene questo aspetto. Di cosa vi occupate concretamente?

Nel concreto, a differenza di uno studio legale “tradizionale”, offriamo un servizio di consulenza a 360 gradi e “taylor made” su ogni progetto, che comprende redazione e revisione della contrattualistica, con costi più accessibili e tempistiche più rapide.

Un esempio ricorrente è l’artista che ha necessità di avere un parere su un contratto che andrà a firmare oppure il manager che vuole tutelare il suo artista con un contratto specifico, fino ad arrivare alle società più rilevanti che desiderano  avere dei consulenti personali che seguano tutte le loro attività dal punto di vista giuridico: dalla gestione del catalogo alla realizzazione della contrattualistica inerente all’attività svolta.

I principi della Legal boutique in ambito entertainment sono fornire delle consulenze smart con un approccio più “informale” e soprattutto avere competenza concreta e specifica del settore.

I nostri clienti sono gli artisti stessi e le società che operano nel settore dell’entertainment e del music business quali etichette discografiche, agenzie di management, editori, ecc.

In che modo può essere utile a un musicista essere seguito da persone formate giuridicamente?

Ogni rapporto nella carriera di un musicista (con le agenzie di booking, management, case discografiche ed editori, ecc.) viene regolato da contratti o accordi formali.

A differenza di altri settori, nel mondo musicale esistono diritti molto specifici ed altrettanto delicati in quanto la loro cessione, potendo essere in alcuni casi molto duratura, può determinare una carriera. Quando si parla di cessione dei diritti da parte di un artista, pensiamo ai diritti d’immagine, ai diritti di esclusiva o di opzione contrattuale, è importante essere pienamente consapevoli del valore e della portata di ciò che si sta cedendo. É necessario che un musicista si tuteli o, ancora meglio, conosca a grandi linee cosa firma e soprattutto cosa viene regolato negli atti formali che compierà.

L’attività creativa deve essere il momento centrale nella vita di un artista ma allo stesso modo deve essere tutelata e supportata.

Spesso dimentichiamo che la musica ha bisogno di essere tutelata. Invece questa presenza è fondamentale anche in questo settore. Quali sono i rischi per chi non si rivolge ad una assistenza giuridica?

La musica, come ogni altra opera creativa dell’ingegno, va assolutamente tutelata, innanzi tutto per l’unicità del percorso creativo che precede la realizzazione dell’opera e, a prescindere dalle dinamiche di mercato, deve essere un’azione necessaria al momento di creazione della stessa.

Allo stesso modo è imprescindibile, per chi opera in un mondo in cui è la rete dei rapporti professionali che ci si crea intorno a determinare l’esito di un progetto, conoscere i propri diritti per poter scegliere consapevolmente a chi affidarsi e attraverso quali strumenti.

In poche parole ogni musicista dovrebbe prendersi un po’ di tempo per confrontarsi con qualcuno che gli spieghi come tutelarsi in modo corretto.

I rischi che si corrono sono di varia natura: in casi più rari che un soggetto terzo rivendichi illegittimamente un’opera dell’artista\autore, in casi più frequenti che l’artista non percepisca in modo corretto i proventi economici derivanti dalla propria creazione a causa di una parziale conoscenza dei diritti a cui è intitolato o per colpa di una cattiva gestione dei metadati relativi al proprio repertorio.

Vi definite una boutique legale e non non studio legale. Come mai?

Come accennato prima, il nostro approccio con il clienti vuole essere più “informale” rispetto ad uno studio legale classico. Molto spesso i nostri clienti hanno necessità di avere un confronto telefonico veloce, di porci domande, di confrontarsi con noi quotidianamente per avere delucidazioni su casi concreti.

Il punto forte della legal boutique è la specificità della materia trattata: molto spesso la vera differenza con gli studi legali è quella di associare le competenze giuridiche e la conoscenza delle evoluzioni normative all’esperienza sul campo relativa alle tipicità del nostro settore.

L’assistenza legale è importante. Ma spesso le persone tendono ad evitarla per i costi eccessivi. Voi vi presentate come una boutique, e avete un “listino prezzi” più accessibile. Questo è importante per dare a tutti la possibilità di potersi permettere questo servizio. Riuscite a venire in contro anche a persone che inizialmente, magari perché all’inizio della propria carriera, non possono permettersi assistenza?

Abbiamo la percezione dei costi dell’intera filiera e non dobbiamo sostenere grandi costi fissi rispetto ad uno studio legale: proprio per questo possiamo permetterci di confrontarci con i nostri clienti applicando delle tariffe che tengano conto delle loro esigenze e richieste.

Per riassumere, la nostra forma di consulenza è “disegnata” in modo specifico sulle esigenze dei nostri clienti che molto spesso sono artisti, manager e società che operano nel settore a cui cerchiamo di offrire un supporto concreto ad un prezzo accessibile.

Quindi, ricapitoliamo: se vogliamo bene alla musica è giusto tutelarla, perché ne ha bisogno. Esatto?

Proprio così! Se vogliamo bene alla musica e per far sì che i rapporti lavorativi restino trasparenti e duraturi è bene tutelarsi…del resto “patti chiari e amicizia lunga”!

a cura di
Chiara Grauso

Futura 1993 è il network creativo creato da Giorgia e Francesca che attraversa l’Italia per raccontarti la musica come nessun altro. Seguilo su Instagram e Facebook.

Condividi su
Staff

Staff

La redazione di The Soundcheck: un branco di giornalisti, redattori, fotografi, videomaker e tanti altri collaboratori agguerriti provenienti da tutto lo Stivale pronti a regalarvi una vasta gamma di contenuti. Dalla semplice informazione artistico-culturale, fino ad approfondimenti unici e originali nel campo della musica, dell'arte, della letteratura e della cultura a 360 gradi!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *