Andrea Gamurrini (dr.gam): grazie alla buona musica diveniamo persone migliori

Andrea Gamurrini (dr.gam): grazie alla buona musica diveniamo persone migliori
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Oggi presentiamo Andrea Gamurrini, in arte dr.gam.

In un panorama musicale dove circolano più soldi che idee e dove si da priorità all’apparenza piuttosto che al talento, Andrea ha sempre anteposto la qualità compositiva e la professionalità artistica a tutto il resto, a tutto quello che non conta.

dr.gam offre un’immagine di se pulita e genuina, accompagnata da un’innegabile talento musicale e ora ci racconterà cosa significhi essere artista, partendo dai sogni di ragazzo, fino alla completa maturità musicale, attraverso esperienze e illustri collaborazioni.

Dedicarsi alla musica o alla carriera artistica comporta particolare impegno, dedizione e spesso rinunce e sacrifici. Da dove sei partito e dove affermi di essere arrivato? Raccontaci la tua crescita professionale.

Da piccolo parlavo poco e disegnavo molto, poi a 5 anni appena iniziato lo studio del piano e delle lingue straniere ebbi la prima esperienza di canto su un palco. A 10, con la chitarra classica inizio a scrivere i miei primi brani musicali e poi il Conservatorio. A 15 anni la prima band e l’amore per la musica moderna. Poco più che maggiorenne, grazie anche ad una collaborazione negativa che non sto qui a riportare, si rafforza sempre di più in me l’idea che la musica live è la giusta via. Con una valigia e una chitarra parte quindi il mio viaggio teso a collaborare con il numero più alto possibile di musicisti, in Italia e all’estero, andando ad approfondire differenti percorsi musicali con eccellenti strumentisti specializzati nei vari linguaggi. Un percorso…lento, profondo, costante, senza compromessi e teso alla qualità, che non amo definire professionale ma…di vita.

Diversamente da altri artisti, tu proponi all’ascoltatore diversi generi musicali in un unico album. È corretto? Ne hai uno in particolare in cui ti identifichi (o gli altri ti hanno identificato) e perché?

Attualmente la cosa che accomuna i miei brani è la forma canzone…poi in generale amo suddividere la musica in buona musica e cattiva musica. Delle due, solo la buona musica ci fa divenire persone migliori e fa si che il mondo diventi un posto migliore….sembra una frase un po’ eccentrica, ma vi posso giurare che è così!

Hai collaborato con artisti nazionali ed internazionali; come sono nate queste collaborazioni e quanto ti hanno arricchito?

Nella musica, quella vera, quella suonata con strumenti veri, è semplice interagire con nuovi musicisti, basta conoscere il linguaggio e la conversazione musicale può iniziare in qualsiasi luogo, un palco, una sala prove, un parco o un salotto…e quell’esperienza molto spesso crea una connessione che rimane per sempre. Gran parte di quello che so oggi lo devo proprio a questi incontri.

Avrai notato come la musica indie in Italia stia attraversando un’impennata proprio in questi anni: cosa ne pensi? Secondo te “indie” è sempre sinonimo di maggior acume e qualità artistica oppure no?

Secondo me “musica indie” e solo un nome che hanno dato a questa nuova ondata di artisti musicali che fortunatamente si è contrapposta al trash dei prodotti da discoteca che vede il loro minimo epocale nella Trap…La musica indipendente c’è sempre stata ed anche di ottimo livello….qui purtroppo la denominata musica Indie non sta dando quello scossone di cui la società odierna avrebbe bisogno, ma in genere si relega a musiche assopite con tematiche personal depressive di una gioventù poco reattiva e molto rassegnata….ragazzi potete fare di meglio!!!!

Sta uscendo proprio ora la ristampa dell’album “Another Family” anche negli U.S.A.: è la prima volta che ti affacci sul panorama internazionale? Che aspettative hai di successo e quante rispetto al successo che auspichi in Italia?

Ho suonato varie volte oltre confine, sia in Europa che negli USA. Per quanto riguarda il successo, se ti riferisci a quello della TV, dei fotografi e delle riviste patinate, credo che sia solo una gran rottura di scatole. Io spero invece sempre più di collaborare con eccellenze del panorama musicale nazionale ed estero; dagli artisti, agli strumentisti, ai compositori, arrangiatori, ai fonici…ecc…per fare in modo che la mia musica sia sempre migliore e che il mio messaggio arrivi al più alto numero possibile di persone…e chiaramente l’America in questo può darmi una grossa mano. Incrociamo le dita!!!

Foto e intervista a cura di

Valentina Bellini

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