È uscito oggi “HAPPINESS ANYTIME”, il nuovo attesissimo album di LEON BRIDGES, anticipato
dai brani “Light The Way”, “Tears of Joy”, “Illusion”, “Your Love Is Electric”, “Talk It Over”, “Happiness
Anytime”, “All Day All Night” feat. Lydia Kitto e “Fly Baby”.
L’album “HAPPINESS ANYTIME”, prodotto da J Lloyd-Watson e Lydia Kitto, due dei tre componenti del
collettivo britannico JUNGLE, rappresenta un nuovo capitolo nel percorso artistico del cantautore texano.
Con “HAPPINESS ANYTIME”, Leon Bridges torna alle atmosfere intime e avvolgenti del suo album di debutto “Coming Home”, arricchendole con il ritmo e la libertà creativa sviluppati nelle sue recenti collaborazioni con i Khruangbin. Il risultato è un lavoro che supera i confini dei generi, in cui convivono richiami all’Afrobeat di Fela Kuti, alle suggestioni di The Rhythm of the Saints di Paul Simon e al calore della musica di Jorge Ben, senza mai perdere l’identità unica dell’artista.
La voce inconfondibile di Leon Bridges, il suo raffinato senso melodico e il suo naturale carisma danno forma a un album dal respiro internazionale, caldo e coinvolgente, in cui groove e leggerezza si fondono in un sound pensato per essere vissuto e ballato.
Nei giorni scorsi, l’artista ha portato l’energia di “Happiness Anytime” sul palco di The Tonight Show Starring Jimmy Fallon, proponendo un medley di “Talk It Over”, “Light The Way” e “Illusion” (guarda qui).
«Per me la felicità non è qualcosa da inseguire», racconta Leon Bridges. «Vorrei che questo album
rimanesse dentro le persone, quasi nelle loro ossa. Viviamo con la sensazione di dover risolvere tutti i
problemi del mondo, e questo può farci sentire inadeguati o sopraffatti. Il mio ruolo è portare leggerezza.
Spero che questo disco riesca a trasmettere proprio questo».
Se agli inizi della sua carriera la danza era parte integrante delle sue esibizioni, negli ultimi anni questo aspetto era progressivamente passato in secondo piano. “HAPPINESS ANYTIME” nasce proprio con il desiderio di tornare a creare musica capace di far ballare, alleggerire il peso della quotidianità e riconnettere il pubblico con il presente.

La nascita di “HAPPINESS ANYTIME” è stata tanto spontanea quanto sorprendentemente rapida. Dopo
essersi incrociati per anni sui palchi dei principali festival internazionali, Leon Bridges, J Lloyd-Watson e Lydia Kitto sono entrati in studio insieme nell’aprile del 2025 per quella che inizialmente doveva essere una semplice sessione di scrittura. In appena quattro giorni avevano già completato sei brani, metà dell’intero album, dando vita a un linguaggio creativo condiviso fondato sull’istinto e lontano da qualsiasi eccesso di analisi. «Il primo pensiero è il pensiero migliore. È lì che si trova l’emozione», spiega J. Lloyd.
Alle successive sessioni di registrazione si è unito anche il leggendario bassista Pino Palladino, noto per il
suo lavoro con artisti come D’Angelo, Adele e John Mayer. Registrato ai Chaplin Recording Studios di Los
Angeles, il disco è nato seguendo un principio semplice: privilegiare l’istinto rispetto alla ricerca della
perfezione, lasciando che ogni canzone prendesse forma in maniera naturale e spontanea.
Il risultato è un lavoro autentico e senza tempo, in cui la produzione valorizza il dialogo tra soul, funk, afrobeat, ritmi latini e influenze brasiliane, mantenendo sempre al centro la voce intensa ed espressiva di Leon Bridges.
Il titolo stesso, “HAPPINESS ANYTIME”, racchiude la filosofia dell’intero progetto: un invito a ritrovare
momenti di felicità anche nella quotidianità, senza ignorare le complessità della vita ma scegliendo comunque di lasciarsi guidare dalla luce, dal ritmo e dalla condivisione. Come racconta Lydia Kitto, «è musica che puoi ascoltare indipendentemente da come ti senti: ti fa stare bene e ti fa venire voglia di alzarti e ballare».
LEON BRIDGES
Considerato una delle voci più autorevoli del soul e dell’R&B contemporaneo, Leon Bridges è nato ad Atlanta ed è cresciuto a Fort Worth, in Texas. Ha esordito nel 2015 con “Coming Home”, album candidato ai GRAMMY Awards, che lo ha imposto all’attenzione internazionale grazie ai singoli “Coming Home” e “River”.
Negli anni successivi ha continuato a evolvere il proprio linguaggio musicale con “Good Thing”, che gli è
valso una nuova candidatura ai GRAMMY come Best R&B Album e la vittoria del premio per la Best
Traditional R&B Performance con “Bet Ain’t Worth the Hand”, e con “Gold-Diggers Sound”, accolto con
entusiasmo dalla critica e nuovamente candidato ai GRAMMY. Nel 2024 ha pubblicato il suo quarto album in studio, “Leon”, un lavoro profondamente personale ispirato alle proprie radici texane e al suo percorso umano e artistico.
Parallelamente alla carriera solista, Bridges ha realizzato due apprezzati progetti insieme ai
Khruangbin, “Texas Sun” (2020) e “Texas Moon” (2022), confermando la sua naturale predisposizione alla
contaminazione tra generi. Nel corso della sua carriera ha ottenuto sei candidature ai GRAMMY Awards e
una vittoria, collaborando con artisti del calibro di John Mayer, Kacey Musgraves, Robert Glasper, Terrace
Martin, Gunna, The Avalanches, Gary Clark Jr. e Shaboozey.
Apprezzato anche per le sue performance dal vivo, Leon Bridges si è esibito sui palchi dei principali festival internazionali ed è stato ospite di programmi iconici come Saturday Night Live, NPR Tiny Desk Concert e Austin City Limits. Con la sua musica continua a creare un ponte tra la tradizione del soul, dell’R&B, del gospel e del folk americano e una visione contemporanea, confermandosi come una delle figure più eleganti e influenti della scena musicale internazionale.
a cura di
Staff

