Con Symmetry, il nuovo lavoro di Dagmar’s Collective, la formazione capitanata dalla vocalist tedesco-olandese Dagmar Segbers raggiunge una piena maturità artistica, riaffermando quella cifra stilistica che fin dagli esordi unisce eleganza jazz, intimità cantautorale e gusto melodico dal respiro internazionale.
Il disco, composto da nove tracce (sei originali e tre reinterpretazioni), è un mosaico di sonorità acustiche raffinate, dove ogni elemento trova il proprio spazio in un equilibrio raro e prezioso. La produzione — curata da Michele Fazio ed Emilio Foglio — rinuncia a ogni artificio elettronico per abbracciare una dimensione più calda e organica, fatta di pianoforte, chitarra, contrabbasso e percussioni. È una scelta coraggiosa e consapevole, che restituisce un suono “vivo”, quasi tattile, e valorizza l’interplay tra i musicisti.
Sin dal primo ascolto emerge la ricerca dell’armonia.
Non solo quella musicale, ma anche quella interiore evocata dal titolo. Symmetry è un viaggio tra stili e paesaggi sonori diversi — dallo swing elegante al blues intimo, da accenni folk e country fino a un pop acustico dal respiro cinematografico — ma sempre ancorato a una visione coerente. L’album è costruito come un racconto, in cui la voce di Dagmar Segbers funge da filo conduttore, muovendosi con naturalezza tra inglese, francese e tedesco, in un dialogo costante tra culture e sensibilità.
Tra i momenti più intensi spiccano le composizioni originali firmate dal trio Fazio–Foglio–Segbers, in cui l’equilibrio tra scrittura e improvvisazione si fa misura poetica. Le reinterpretazioni di Slave to the Rhythm (Grace Jones) e La mer offrono invece uno sguardo nuovo su brani iconici, tradotti nel linguaggio acustico e cameristico del collettivo, senza mai perdere forza comunicativa.
La sezione ritmica di Massimiliano Laganà (contrabbasso) e Sandro De Bellis (percussioni) è il cuore pulsante del disco.
Asciutta ma dinamica, capace di sostenere e respirare insieme agli altri strumenti. Il pianoforte di Fazio disegna paesaggi sonori di grande finezza, mentre la chitarra di Foglio aggiunge profondità e calore, completando un quadro d’insieme che privilegia il collettivo rispetto al virtuosismo individuale.
La voce di Dagmar Segbers è protagonista di un racconto emotivo autentico: intensa ma mai forzata, elegante senza compiacimento, riesce a fondere sensibilità jazzistica e precisione pop. Nei testi si avverte un equilibrio tra introspezione e universalità, tra desiderio di connessione e bisogno di armonia — la “simmetria” che dà titolo al progetto.

Symmetry è, in definitiva, un disco coerente e luminoso, che conferma Dagmar’s Collective come una delle realtà più interessanti del panorama jazz-pop italiano contemporaneo. Un lavoro che si ascolta con piacere e si riscopre a ogni nuovo passaggio, grazie a una scrittura attenta, una produzione curata e una sensibilità artistica fuori dal tempo.
Un album che parla il linguaggio universale dell’armonia — tra musicisti, tra generi, e tra anime.
a cura di
Redazione

