La mano sulla culla è il nuovissimo thriller targato Disney+. Con Maika Monroe, Mary Elizabeth Winstead e Raúl Castillo, debutterà su Disney+ domani, 19 novembre.
Partendo dal pincipio, La mano sulla culla è un remake di un film omonimo del 1992, con Annabella Sciorra, Rebecca De Mornay, Matt McCoy e Julianne Moore.
Nonostante l’età relativamente giovane della pellicola originale, l’idea di farci un remake, sulla carta, non era malvagia. Alcuni di essi sono infatti diventati capolavori del cinema, nonostante i film originari non avessero bisogno di un rifacimento, oppure adattamenti americani di film stranieri usciti pochissimi anni prima.
La mano sulla culla nella sua versione originale è un validissimo thriller, con una Rebecca De Mornay perfetta nel ruolo della villain, ma non stiamo parlando di un cult immortale, bensì di un film che (se si prende alla lettera la parola remake) può essere modernizzato e migliorato senza troppi problemi.
Sarà riuscita la regista Michelle Garza Cervera nell’impresa?
Scopriamolo insieme!

La trama
Caitlyn (Mary Elizabeth Winstead) ha in apparenza una vita perfetta: una carriera avviata da avvocato, una bella casa, un marito amorevole (Raúl Castillo) e due figlie. La stabilità della sua famiglia cambierà quando prenderà come babysitter Polly (Maika Monroe). Ragazza apparentemente gentile e disponibile, ma che segretamente odia Caitlyn e che farà di tutto per allontanare la nostra protagonista dalla sua famiglia.
Un remake moscio
Per rispondere al quesito di prima: no. Questo nuovo adattamento de La mano sulla culla non si avvicina neanche lontanamente alla versione del 1992 di Curtis Hanson. Michelle Garza Cervera realizza un remake pigro, senza mordente, sempre col freno a mano tirato. Senza soffermarsi troppo sugli aspetti tecnici, tipici di un prodotto da piattaforma, sono proprio le idee di sceneggiatura il punto debole del film.
Nel 1992 De Mornay portò sullo schermo un’antagonista determinata fin nel midollo a voler rovinare la vita della protagonista. Spietata, subdola, doppiogiochista e intelligente. Curata fin nel minimo dettaglio e interpretata magistralmente, essa si era rivelata l’elemento migliore del film.
Ora, nel 2025, questo personaggio è stato completamente annacquato. La Polly interpretata dalla Monroe è un personaggio monodimensionale, tagliato con l’accetta e pigramente costruito. Un’antagonista blanda, vista e rivista in tantissimi altri film, non essendo stata l’unica a subire questo trattamento.

Mary Elizabeth Winstead riesce invece ad interpretare con convinzione la sua Caitlyn, regalando la prova attoriale migliore della pellicola, nonostante anche con lei si scelga di prendere la via più facile e breve. Il film si basa tutto sugli imbrogli e le macchinazioni che la babysitter usa per mettere in cattiva luce la protagonista agli occhi di suo marito e della figlia più grande.
Nell’originale, a parte un trauma iniziale, il personaggio risulta essere una persona normalissima e, di conseguenza, molto difficile da screditare. Ciò rendeva il film dinamico da seguire. In questo remake Caitlyn ha un passato che la porta ad iniziare una cura dallo psicologo e a prendere farmaci. Questa scelta di sceneggiatura rende tutto più semplice e meno intrigato, perché Polly, sfruttando ciò, non fa nessuna fatica a conquistarsi la fiducia degli altri membri della casa, facendo passare Caitlyn come una pazza furiosa.
Stendiamo poi un velo pietoso sul personaggio di Raúl Castillo. La protagonista nel film poteva anche essere vedova che il film non sarebbe cambiato più di tanto.

Una differenza nella storia non necessaria
La mano sulla culla decide, però, di modificare un elemento molto importante della trama originale: nella versione di Curtis Hanson, viene chiarita fin dai primi minuti la causa scatenante dell’odio della De Mornay verso Annabella Sciorra. La protagonista, durante la seconda gravidanza, denuncia per molestie sessuali il proprio ginecologo che a seguito dello scandalo si suicida. A causa dello shock, la moglie del dottore (la De Mornay) perde a sua volta il bambino che aspettava, diventando inoltre sterile a causa di una successiva isterectomia. Sarà esattamente questa la causa che porterà la donna a cercare vendetta.
In questo nuovo adattamento tutta questa base è stata completamente eliminata. Polly e Caitlyn inizialmente sembra che s’incontrino casualmente, essendo la prima una cliente della seconda. Solamente sul finale viene svelata la motivazione dietro le azioni della babysitter e, lo anticipiamo, si tratterà di un movente diverso e non valido come quello della versione del 1992.

Svelare subito la causa scatenante nell’originale forniva spessore alla figura della bambinaia, tanto da renderla protagonista tanto quanto il personaggio della Sciorra. Non farlo in questo adattamento ha portato solamente lo spettatore a trascinarsi per tutta la pellicola un mistero blando e alla fine non particolarmente soddisfacente.
Questa nuova versione elimina, inoltre, anche il personaggio di Solomon (Ernie Hudson), che nell’originale aggiungeva spessore alla pellicola.
In conclusione
La mano sulla culla rientra in quella lunga lista di remake non necessari. Non solo non migliora e non offre uno spunto diverso (e nemmeno altrettanto valido) rispetto al suo originale, ma porta a casa un risultato peggiore.
Le due attrici protagoniste ci mettono il massimo impegno, riuscendo ad ottenere un’interpretazione più che valida, (specialmente la Winstead),ma si ritrovano a fare i conti con una sceneggiatura banale e senza coraggio.
Insomma, un vero peccato.
a cura di
Andrea Rizzuto

