Psicologi live al Mood Summer – Un viaggio tra disillusione, contraddizioni, amori, sogni e speranze della “Generazione Z”
“C’è un grande prato verde dove nascono speranze che si chiamano ragazzi…” diceva un po’ più di qualche anno fa il “Gianni nazionale”. Non credo si riferisse esattamente al concerto degli Psicologi al Mood Summer ma, scherzi a parte, la citazione risulta abbastanza calzante. In primis per la splendida cornice (un bellissimo parco attraversato da un ruscello, luci d’atmosfera, sdraio e cuscini per godersi il concerto sul prato). In secondo luogo, soprattutto, per la moltitudine di ragazzi e ragazze, prevalentemente giovanissimi, in adorante e trepidante attesa. Tutti pronti a cantare, urlare, emozionarsi al cospetto di chi, forse come nessun altro in questo momento, li ha saputi capire, interpretare e ha saputo dar voce alle loro emozioni.
Introspezione, autenticità e profondità di linguaggio senza per forza essere “dannati”
Come avrete potuto facilmente intuire dalla citazione d’esordio di questo articolo, chi scrive non fa certo parte della “Generazione Z”. Ragion per cui, sono poco avvezzo alle problematiche o, più in generale, alle emozioni di questi ragazzi. Pur conoscendo già gli Psicologi, nel recarmi all’evento mi sono chiesto, dunque, se sarei stato in grado di capire appieno il messaggio che questi due ragazzi lanciavano dal palco senza sentirmi necessariamente fuori luogo rispetto al contesto. Ho avuto invece la conferma che questi artisti hanno un linguaggio diretto, autentico, capace di profonde introspezioni ma, cosa rarissima nel panorama musicale di questo genere, per farlo non hanno bisogno di sembrare per forza “dannati”. Drast e Lil Kvneki hanno, infatti, l’aspetto di due ragazzi “normali”, di quelli che incontri al pub o per strada e ti ci fermi a chiacchierare. Tra uno scatto e l’altro, ho notato come anche il pubblico sia composto da ragazzi normali, da facce pulite che, almeno per una sera, si sentono nel posto giusto per essere loro stessi.
Meno apparenza, molta più sostanza
Attenzione, però, a non scambiare questo essere semplici, poco appariscenti e non “dannati” con l’essere banali o superficiali. D’altra parte, per capirlo, basta leggere i testi di alcune canzoni emblematiche come Futuro o Sui Muri. Gli Psicologi sanno essere taglienti e duri ma anche struggenti nel parlare d’amore rimanendo sempre credibili ed efficaci.
A fine concerto, tutti a casa soddisfatti
Dopo il susseguirsi di tutti gli altri loro successi come Autostima, Stanotte, Guerra e Pace, Tatuaggi e tanti altri, quando il concerto è terminato, mi sono soffermato un pò ad osservare il pubblico che,lento, defluiva e non ho potuto non notare come negli occhi di questi ragazzi ci fosse un senso di soddisfazione vera, genuina. Una consapevolezza di essere comunque adeguati per il loro tempo, non colpevoli o sbagliati e , perché no, addirittura di essere le speranze di domani. D’altronde lo diceva Gianni tanti anni fa no?
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a cura e foto di
Paolo Porco

