Roma Lazio in serie: gli highlights di giovedì 15 ottobre

Direttamente dalla Festa del Cinema di Roma, gli ospiti e i momenti più importanti della giornata di ieri, 15 ottobre, di “Roma Lazio in serie”.

La giornata comincia con l’attrice Chiara Mastalli, protagonista della prima puntata del podcast di “Roma Lazio in serie”. Mastalli racconta la sua esperienza sia sul set di serie italiane (dal cult giovanile I liceali al ruolo di protagonista in Anima gemella) sia su quello di una produzione internazionale come Roma di HBO, girata a Cinecittà. Il ruolo in I Cesaroni, serie di culto della cui ripresa anni dopo è stata protagonista, è l’occasione per parlare di una questione legata alla programmazione della tv generalista: «La prima serata comincia troppo tardi, non solo per i miei figli, ma anche per me.

Non è la stessa cosa aspettare di vedere un programma in tv, tutti insieme, collettivamente, e recuperarlo il giorno dopo su una piattaforma, da soli, secondo il tempo libero di ognuno». E se una delle prospettive della serialità è il microdrama, verticale, da scrolling, sui social, Mastalli continua a preferire un’arte dove ci siano il tempo e lo spazio per un pensiero. I suoi gusti? Eclettici: Widow’s Bay, The Madison, Gigolò per caso. La sua serie della vita? 24.E uno spoiler: è al lavoro, come autrice, sullo script di una serie.

Giulia Elettra Gorietti

Il secondo appuntamento con il podcast di “Roma Lazio in serie” è un dialogo con l’attrice Giulia Elettra Gorietti, premiata per Suburra, che associa immediatamente la sua passione per la serialità al confronto con culture e lingue differenti: guardare opere in lingua originale, come oggi è possibile fare, è un’occasione di crescita e di apertura verso l’altro. Parlando dei primi passi in un cult generazionale come I liceali la porta a sottolineare la capacità dei tempi lunghi della serialità di creare un rapporto di affetto e familiarità tra il personaggio e il pubblico che cresce insieme a lui.

Gorietti racconta anche come è cambiato il lavoro dell’attore, ma anche del fruitore, nel corso degli ultimi anni: i provini dal vivo sostituiti da alienanti self-tape o dai call-back, la possibilità di fare carriera internazionale nel mercato globalizzato delle piattaforme, la visione casalinga purtroppo preferita alla visione collettiva. Da spettatrice rivela la sua passione per le serie di ambito politico, come The Diplomat, ma anche il divertimento per il maschilismo decostruito Machos Alphas (in Italia rifatta come Maschi veri): due serie che mettono in crisi gli stereotipi di genere, spingendoci a guardare le cose in modo diverso.

Maurizio Nichetti

«Il trono di spade è una tossicodipendenza!». Non è mai dove te lo aspetti, Maurizio Nichetti, un passo avanti e uno di lato, con i suoi film comici che da sempre sperimentano sulle possibilità del linguaggio, inventando nuovi modi e nuovi mondi. «Sono sempre stato fuori moda». A “Roma Lazio in Serie”, una casa per la serialità, il regista debutta nella conversazione con Giulio Sangiorgio e Pedro Armocida (co-curatore del volume Maurizio Nichetti. Il cinema e oltre edito da Marsilio in occasione della retrospettiva alla Mostra del nuovo cinema di Pesaro) parlandoci della sua principale esperienza seriale con i 30 microepisodi di Mammamia!, che raccontavano, senza dialoghi, la tragicommedia quotidiana mattutina di una madre di tre figli, interpretata da Angela Finocchiaro.

È solo l’incipit di una chiacchierata che ritorna alle trasmissioni televisive degli anni 80 Quo vadiz e Pista! («in televisione sono diventato il mimo più loquace del mondo») e giunge al paradosso sopraggiunto con la promozione di Amichemai, il suo ultimo film, considerato «una seconda opera prima»: per supportarlo si è scoperto abile e amatissimo comunicatore sui social network, reel dopo reel; e portandolo in tour, una singola proiezione dopo l’altra, gli è venuta voglia di fare uno spettacolo teatrale.

Tra i pericoli dell’intelligenza artificiale, consigli per i giovani («provate a fare cose in cui credete e di cui non dovete vergognarvi»), digressioni sulla sua passione per Totò e per Jacques Tati e una lamentela (come quella di Mastalli) sul primetime che comincia troppo tardi, Nichetti sciorina i suoi gusti seriali: La fantastica signora Maisel, Il metodo Kominski, Black Mirror come erede di Ai confini della realtà, il rispetto per prodotti come Don Matteo e Il commissario Montalbano ma ancheuna certa insofferenza per le serie che fanno spettacolo di episodi di cronaca o le saghe sentimental/familiari.

I Super Ospiti

Per la sezione WORK IN PROGRESS, Steve Della Casa ha conversato con il cast, il regista e il produttore de I SUPER OSPITI, fiction attualmente in produzione per Aurora Tv, Marco Belardi Production e Rai Fiction. Christian De Sica si è detto: «felicissimo di tornare a RAI1 dopo tanti anni, soprattutto in una commedia come oggigiorno se ne fanno poche. Ho ricordi felici legati allo Zio d’America, e Eugenio Cappuccio mi sta permettendo di tornare a quel tipo di commedia…mi ricorda mio padre, è una persona precisa come lui e fa sentire protetti gli attori con cui lavora».

Eugenio Cappuccio si è sentito onorato di essere paragonato al grande Vittorio, ringraziando Christian e Giannadrea Pecorelli per questo viaggio intrapreso che durerà ancora diverse settimane di riprese nella città di Roma.

Caterina Murino ha aggiunto: «Per me questo è un bellissimo ritorno a casa, dopo tanti anni di lavoro in Francia. Eugenio è un regista meticoloso, riesce ad elevare il livello della nostra recitazione. Spero che vi innamoriate di questa famiglia e delle loro storie, gli auguro davvero tutto il successo che merita».

a cura di
Staff

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