L’estranea, In Concorso alla Mostra di Venezia, è il nuovo horror di Paolo Strippoli, regista in forte ascesa nel panorama italiano. Nel cast figurano Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi tutti presenti sul red carpet qui a Venezia. Il film uscirà nelle sale italiane l’8 ottobre, distribuito da 01 Distribuiton.
Dopo il successo de La valle dei sorrisi, presentato l’anno scorso Fuori Concorso, Paolo Strippoli torna a Venezia, questa volta In Concorso, con L’estranea (The spiral). Regista dalla crescita costante, Strippoli sta diventando uno dei nomi più chiacchierati nel panorama italiano di genere. Questo nuovo film conferma la crescita di questo autore? Scopriamolo insieme!

Trama
In un giorno di forte maltempo Alice (Romana Maggiora Vergano) riceve l’improvvisa visita di sua madre Anna (Jasmine Trinca). La donna inizia a ripercorrere tutti gli avvenimenti negativi avvenuti alla famiglia nel corso degli anni, rivelando però un dettaglio inquietante: il coinvolgimento di una donna misteriosa (Valeria Bruni Tedeschi), una sorta di diavolo faustiano. Patto dopo patto le sorti della famiglia saranno sempre più compromesse.
La distruzione di una famiglia “borghese”
Se con Piove entravamo nella casa di una famiglia della periferia romana e con La valle dei sorrisi si andava in una sperduta comunità di montagna, ne L’estranea i riflettori sono rivolti su una famiglia medio-borghese dell’alta società barese. La tipica famiglia da “mulino bianco” composta da madre, padre, due figli e un cane, all’apparenza felice, crolla come un castello di carte a causa di un singolo elemento esterno.
La presenza di questo atipico diavolo è per il regista una semplice scusa per attaccare la famiglia idealizzata italiana di fine anni Novanta-inizio Duemila. L’estranea tramite i suoi patti truffaldini svela sempre di più la natura narcisistica di Anna, una donna che pensa di sapere cosa sia giusto per i figli indipendentemente dalla loro volontà. In quest’ottica le tragedie che colpiscono la famiglia diventano in parte un male auto-inflitto che i vari membri non riescono ad affrontare in modo sano.

In particolare Anna impone alla figlia Alice il suo sogno personale di diventare attrice, e sarà proprio questo elemento a dar vita alla spirale distruttiva che li colpirà tutti. Paradossalmente anche il padre, nonostante non incontri mai l’estranea, si comporta malissimo con i figli, specialmente con Tobia, che spinge verso la carriera sportiva. Ecco che L’estranea diventa anche uno studio sul narcisismo genitoriale.
La spirale
In un certo senso, il titolo internazionale The Spiral è più azzeccato di quello nostrano. Il concetto di spirale è molto presente sia fisicamente che metaforicamente. Dalle liquirizie fino ad arrivare alle nubi nel cielo, il film marca sempre di più il pensiero di un destino inevitabile, un grande cerchio che mano a mano si avvicina al suo centro senza la possibilità di prendere altre vie.
I personaggi seguono questo moto inarrestabile senza averne piena consapevolezza guidati solamente dall’estranea come unico Caronte. Tuttavia, questa donna misteriosa è a tutti gli effetti una rappresentazione del diavolo. Sadica, ingannevole, eccentrica e cinica, il personaggio di Valeria Bruni Tedeschi non è per nulla interessato al benessere della famiglia, tutt’altro. Di conseguenza, i protagonisti non hanno apparente via di scampo dalla appunto spirale in cui sono incastrati.

Una delle possibili ispirazioni di Strippoli potrebbe essere stato il manga di Junji Ito Uzumaki, che in giapponese significa appunto spirale. Una storia horror da cardiopalma dove questo enigmatico simbolo diventerà una presenza inquietante capace di distruggere un intero paesino.
Quattro capitoli per quattro personaggi
Strippoli struttura il film in un modo che si può definire letterario, suddividendo la storia in quattro capitoli, ognuno per ogni personaggio della famiglia. Ad accompagnare il passaggio da un capitolo all’altro è la voce narrante di Anna che, in maniera molto simile a quella dei protagonisti dei racconti di Edgar Allan Poe, cerca di convincere sua figlia Alice della veridicità di una storia all’apparenza folle.
Ogni capitolo sviscera sempre di più i lati oscuri di ogni membro della famiglia: il narcisismo, la vergogna, l’ipocrisia e la necessità di apparire perfetti agli occhi del resto della società. Nessun personaggio è completamente libero da questa oscurità, ma, dall’indice scelto da Strippoli, emerge una grande coerenza narrativa che porta inevitabilmente all’unico epilogo possibile.

Il regista dimostra ancora una volta una crescita artistica in costante miglioramento. L’estranea è un film tecnicamente più maturo dei suoi precedenti, pur mantenendo alcuni tematiche a lui care come l’accettazione delle emozioni negative. Se una persona vedesse Piove, che è il suo primo lungometraggio in singolo, e subito dopo questo, si ritroverebbe davanti ad un autore completamente diverso. Strippoli ora è più raffinato a livello visuale nella costruzione delle scene e più coeso nella sua sceneggiatura.
Chi è L’estranea?
Arrivati a questo punto, la domanda inevitabile è: chi è veramente l’estranea del titolo? La risposta ovvia è il personaggio di Valeria Bruni Tedeschi che, grazie a questo ruolo, può sfruttare al meglio le sue peculiarità. Nello specifico, la particolarità del suo timbro vocale dona in questo caso un’ulteriore aura di mistero al personaggio che, infatti, non ha un’identità chiara.

L’estranea è tanto un diavolo, quanto una sorta di grillo parlante per Anna. Agisce come un’oscura coscienza interiore che accompagna la nostra protagonista nel baratro della follia. In altre parole, l’estranea è quella voce intrusiva che non dovremmo ascoltare, ma che spesso seguiamo.
In conclusione
Strippoli si riconferma un autore in crescita. Se dovesse continuare su questa strada, in futuro avremmo modo di parlare di un maestro dell’horror italiano, cosa che ormai non accade più dai tempi del primo Dario Argento. Indipendentemente dalla vostra passione per il genere, si consiglia caldamente la visione di questo film che, in primis, è la storia di una famiglia. “Respira forte, respira piano, se chiudi gli occhi il male è lontano”: L’estranea vi aspetta in sala!
a cura di
Claudia Camarda & Andrea Rizzuto

