Possible Love – la recensione in anteprima del nuovo film di Lee Chang-dong presentato a Venezia83

Dopo otto anni da Burning, Lee Chang-dong torna sui grandi schermi con Possible Love, un racconto tragico e tristemente vicino anche a noi qui in Occidente. Nel cast Jeon Do-yeon, Sol Kung-gu, Jo In-sung e Cho Yeo-jeong. Sarà disponibile su Netflix a partire dal 6 novembre.

Lee Chang-dong è una figura di spicco del panorama sudcoreano. Non solo regista, ma anche sceneggiatore teatrale, insegnante di letteratura e politico, ha ricoperto il ruolo di Ministro della cultura e del turismo, poco dopo aver vinto il Leone d’argento per la miglior regia nella 59esima edizione della Mostra di Venezia, con Oasis.

Ora, dopo otto anni, torna in sala con Possible Love, presentato di nuovo a Venezia. Sarà un film che porterà il regista a ricevere nuovi riconoscimenti? Scopriamolo insieme!

Trama

Ho-seok (Sol Kung-gu) è un ex operaio, licenziato da poco e per questo motivo in profonda depressione. Sua moglie Mi-ok (Jeon Do-yeon) per provare a risollevare la situazione, accetta che lei e suo marito vengano intervistati e registrati da Ye-ji (Cho Yao-jeong), una documentarista che intende fare un film indipendente sui lavoratori e le lotte sindacali.

Più passa il tempo, più Ye-ji si intrufola nelle dinamiche della famiglia, coinvolgendo anche suo marito Sang-woo (Jo In-sung), un importante imprenditore per cui Mi-ok sembra provare attrazione. Le dinamiche tra le due coppie porteranno a conflitti interni e renderanno sempre più palesi le differenze sociali.

Il capitalismo in Corea del Sud

La Corea del Sud è un paese che, incredibile a dirsi, riesce ad essere persino più capitalista degli USA. Lo si può vedere anche solo da come viene gestito il fenomeno della musica K-pop, basata molto più sull’estetica e la possibile vendita delle canzoni e del merchandising, piuttosto che sulla qualità dei brani proposti.

Questa condizione così marcata, ha portato diversi registi nel corso degli anni a generare opere dai forti toni anticapitalisti. Basti pensare a Park Chan-wook con Mr. Vendetta (2002) o il recente No other choice (2025), oppure a Bon Joon-ho con Snowpiercer (2013), Parasite (2019) e Mickey 17 (2025). Se si vuole persino proporre un esempio più mainstream, Squid Game porta avanti la stessa lotta.

In tutte queste opere si tratta il tema della differenza tra classi sociali e di come sia inevitabile uno scontro tra le due parti, non elemosinando sulla violenza. Dal suo canto, Lee Chang-dong fa lo stesso, ma, piuttosto che con dei thriller al cardiopalma o la fantascienza, usa un racconto tristemente reale e quotidiano.

Non il tipico “eat the rich”

Questo genere di film, spopolato anche in altri parti del mondo, ha preso il sottotitolo di “eat the rich”. Sono pellicole dove la figura dei ricchi viene fortemente criticata e massacrata, ma, stavolta, non è questo il caso o, almeno, non del tutto. Possible Love si può considerare un letterale “eat the capitalism” per il semplice fatto che la coppia ricca non è un elemento totalmente negativo, perché è il sistema capitalista a creare in automatico divisione. Per questo, il film di Chang-dong è onesto: i quattro personaggi sono umani con pregi e difetti, ma, a causa dei diversi stili di vita, sono impossibilitati a legarsi e comunicare.

Ye-ji non vuole sfruttare la condizione precaria di Mi-ok e Ho-seok solo per il suo film, ma crede veramente nella possibilità di creare un legame d’amicizia con loro, scontrandosi con una dura realtà. Si mostra favorevole alle lotte sindacali, ma non lavora da anni; si mischia in mezzo alle persone “comuni”, ma lo fa indossando abiti alla moda e borse costose.

Mi-ok ha un carattere solare ed ottimista. Vede nel film la possibilità di denunciare un sistema che ha prosciugato il marito, ma, al contempo, non nasconde di essersi stancata di lui, mostrando un interesse sempre più evidente per il marito di Ye-ji e la possibilità di una vita più agiata.

Ho-seok non accetta il modo in cui l’azienda per cui ha lavorato e i suoi colleghi di una vita gli abbiano voltato le spalle. Ferito nell’animo, nasconde con i suoi silenzi una rabbia incontrollata verso il modo in cui la mentalità lavorativa del suo paese lo ha fagocitato per poi sputarlo senza ritegno, ragion per cui non riesce ad essere un marito e un padre presente.

Infine, Sang-woo è il personaggio più inquietante. Lui rappresenta l’uomo che è riuscito a fare carriera, l’imprenditore di successo alto, bello, elegante, educato nei modi e pieno di talenti, una figura talmente perfetta da risultare aliena e finta. E, infatti, non è mai realmente chiaro se finga o meno di rispettare gli altri personaggi.

Sono proprio queste le imperfezioni da ambo le parti nate dai differenti contesti economici e, a causa loro, diventa difficile per i quattro personaggi raggiungere l'”amore possibile” a cui fa riferimento il titolo.

Un film universale

Scegliere di raccontare le differenze sociali nate dal capitalismo in questo modo, non limita il film unicamente alla sfera sudcoreana. Di fatto, in qualsiasi paese sviluppato Possible Love può colpire nel segno con una violenza inaudita.

Chiunque al giorno d’oggi può perdere il proprio lavoro a causa della vendita di un ramo aziendale, un atto che è di vantaggio unicamente alle figure dirigenziali di spicco. Ovunque, una persona può ritrovarsi all’improvviso a lottare le proprie battaglie in mezzo a decine di sindacati. Infine, ovunque una persona di ceto sociale medio-basso si ritroverà a provare un senso d’inferiorità o a subire derisioni da parte di persone economicamente e lavorativamente più avvantaggiate.

Sol Kung-gu

I quattro attori principali hanno fatto un ottimo lavoro nel rappresentare quattro figure così simili ma, al contempo, distanti tra loro. Senza nulla togliere agli altri interpreti, però, questo paragrafo penso sia giusto dedicarlo a Sol Kung-gu.

Come detto poco fa, il suo è un personaggio silenzioso che piange e soffre interiormente. Mantiene per tutto il film la stessa espressione cupa e mogia, riuscendo però, con così poco a raccontare tutto il vissuto di Ho-seok. Lo spettatore si aspetta una sua esplosione emotiva nel corso dell’opera, e quando arriverà, fidatevi, Sol Kung-gu vi farà venire la pelle d’oca per ciò che è riuscito a tirare fuori.

In conclusione

Possible Love è in assoluto uno dei film migliori di questa Mostra di Venezia e possibile vincitore, un’opera struggente ed immensa e non solo per la sua lunga durata. L’unico dispiacere è doversi accontentare dello schermo del televisore, dal momento che il film verrà distribuito su piattaforma.

Lungometraggi di questa caratura intellettuale ed emotiva devono arrivare nel modo più rumoroso possibile. Detto ciò, il 6 novembre sarà una data in cui avrete un più che valido motivo per passare una serata su Netflix. Non ve ne pentirete!

a cura di
Andrea Rizzuto

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