Subsonica – Villa Torlonia, San Mauro Pascoli – 22 agosto 2026

Subsonica, trent’anni di musica e futuro: a Villa Torlonia il viaggio continua

C’è qualcosa di particolarmente significativo nel vedere i Subsonica su un palco nel 2026. Non soltanto perché sono passati trent’anni da quando, a Torino, cinque musicisti hanno iniziato a costruire uno dei percorsi più originali e riconoscibili della musica italiana. Ma perché, dopo tre decenni, quella storia non sembra affatto arrivata al capitolo dei ricordi.

Sabato 22 agosto, i Subsonica hanno fatto tappa a Villa Torlonia di San Mauro Pascoli, nell’ambito di Acieloaperto, con il loro “Terre Rare 96-26”, il tour estivo nato dopo i quattro concerti speciali di “Cieli su Torino 96-26”, organizzati in primavera per celebrare il trentennale della band.

Sul palco, passato e presente si sono incontrati naturalmente. Da una parte i brani che hanno accompagnato intere generazioni, dall’altra le nuove composizioni di Terre Rare, l’undicesimo album della formazione torinese, pubblicato nel marzo di quest’anno. Un disco che non sembra voler celebrare semplicemente ciò che è stato, ma cercare ancora una volta una direzione nuova.

È forse questa la caratteristica più interessante dei Subsonica: essere riusciti a cambiare senza perdere la propria identità. Nati a Torino nel 1996 dall’incontro tra Samuel Romano, Max Casacci, Davide “Boosta” Di Leo, Enrico “Ninja” Matta e Pierfunk, poi sostituito da Luca “Vicio” Vicini, hanno costruito negli anni un linguaggio capace di mettere insieme rock, elettronica, pop e sperimentazione.

La svolta arrivò già con Microchip emozionale del 1999, album destinato a diventare uno dei lavori fondamentali della loro storia. Poi arrivarono Amorematico, Terrestre, L’eclissi, Eden, Una nave in una foresta, 8 e gli album successivi, in un percorso nel quale la band non ha mai smesso di modificare la propria formula.

E poi c’è il palco. Perché raccontare i Subsonica senza parlare della dimensione live sarebbe come raccontare una parte soltanto della loro storia. La loro musica nasce anche per essere fisica, collettiva, da vivere insieme. Non è un semplice repertorio da riproporre: è un rito che cambia ogni volta, pur riconducendo il pubblico verso quelle canzoni che sono ormai entrate nella memoria collettiva.

“Terre Rare” porta proprio questa idea nel presente. Il nuovo album nasce anche da un viaggio in Marocco e dall’incontro con sonorità e strumenti legati a culture differenti, trasformando l’esperienza in una nuova fase della ricerca musicale della band.

La tappa di Villa Torlonia si inserisce dunque in un’estate particolarmente importante per i Subsonica, che hanno attraversato alcuni dei principali festival italiani, da Padova a Bologna, da Roma a Napoli, da Catania a Melpignano, fino alla Romagna.

Trent’anni dopo l’inizio, la cosa più sorprendente non è quindi che i Subsonica continuino a suonare. È che abbiano ancora qualcosa da cercare.

E forse è proprio questo il senso di Terre Rare 96-26: voltarsi indietro abbastanza da riconoscere la strada percorsa, ma non abbastanza da smettere di guardare avanti.

a cura di
Sara Alice Ceccarelli

foto di
Illary Terenzi

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