Diana Winter tra palco e ricerca sonora: “La musica deve ancora riuscire a sorprendermi”

A un anno dalla nostra ultima intervista, Diana Winter torna a raccontarsi tra il lungo tour al fianco di Giorgia e la pubblicazione del secondo capitolo di Collected Sounds.

Un dialogo sulla musica suonata, sulla ricerca artistica e sulla necessità di ritrovare, ancora oggi, quella scintilla capace di emozionare davvero.

Ciao Diana, bentornata! È passato esattamente un anno dalla nostra ultima chiacchierata. Cosa hai combinato in questi mesi? Verso quali progetti hai indirizzato le tue energie?

È un piacere anche per me. In questi mesi ho continuato il mio lavoro al fianco di Giorgia all’interno del suo tour, che è stato un grande successo e che si concluderà, dopo l’estate, con un gran finale nel nuovo auditorium open air di Milano, costruito appositamente per la musica dal vivo.

Hai anche trovato il tempo di concludere il tuo progetto “Collected Sounds” pubblicando il secondo EP della serie. Ci puoi raccontare cosa troviamo in questo lavoro?

In questo lavoro si ritrova molto il mio approccio alla musica, un approccio che oggi è forse sempre più anacronistico. Mi riferisco a un modo di costruire gli arrangiamenti come vere e proprie orchestrazioni: non semplici layer che si sommano fino a creare un suono, ma parti pensate, ricercate, costruite una ad una, come tasselli che compongono un mosaico.

L’anno scorso ci avevi detto che in un periodo così saturo di musica pubblicata, non sentivi l’urgenza di lavorare a degli inediti. Sembra sia ancora così. Quindi, reputi che ciò che hai scritto in passato sia ancora in linea con la persona e l’artista che sei?

Sì, assolutamente: alcune cose mi rappresentano più di altre, naturalmente. Ma avendo sempre seguito il mio gusto e una visione molto chiara del mio progetto artistico, non faccio fatica a riconoscermi anche in ciò che ho fatto in passato.

Quello che è chiarissimo è la tua propensione alla dimensione live – “Collected sounds” è, appunto, live in studio – alla musica vera e tangibile. Da artista, quanto è difficile accettare che la musica stia andando in tutt’altra direzione?

Non sono un’artista che ha paura delle novità e nemmeno una persona che le teme. Le novità possono spaventare, certo, ma portano sempre con sé qualcosa di stimolante, qualcosa di nuovo, che se utilizzato nel modo giusto può aprire ulteriori possibilità e nuovi risultati.

Anche a questo giro hai scelto di inserire nell’EP una cover. Perché proprio 8 (circle) di Bon Iver, che qui rivive in una veste molto personale?

Quello che faccio più fatica ad accettare è che oggi raramente trovo nella musica elementi che riescano davvero a incuriosirmi: dal punto di vista compositivo, della produzione, della ricerca sonora, del sound design, degli arrangiamenti, ma anche da quello testuale e del messaggio che si vuole trasmettere. Più in generale, artisticamente, faccio sempre più fatica a ritrovare nella musica quella scintilla che un tempo mi accendeva.
Bon Iver è un artista trasversale che mi ha sempre affascinata. Lo trovo colto, poetico, moderno. Questo brano ha una carica emotiva che riesce a raggiungermi ogni volta che lo ascolto e credo che, alla fine, sia proprio questa l’unica cosa che conta davvero in una canzone.

Nel brano con te c’è Andrea Faustini. Come ha reagito a questa proposta collaborativa e che rapporto si è creato in studio?

Io e Andrea Faustini, come sai, collaboriamo ormai da molti anni all’interno del progetto di Giorgia, che accompagniamo da diverse tournée. Ci sembrava bello coronare questa amicizia e questa stima artistica e professionale con qualcosa di nostro. Inoltre ci affascinava l’idea di confrontarci con un linguaggio molto diverso da quello che frequentiamo abitualmente — l’R&B, il pop italiano, una vocalità più soul — scegliendo invece un territorio più neutrale. È stato uno stimolo importante e ci ha portati verso un risultato diverso da ciò che siamo abituati a fare insieme.

Grazie ancora per essere stata nostra ospite. Lasciamo a te lo spazio di chiudere come preferisci.

Vi aspetto a ottobre al mio tour di concerti live, che annuncerò molto presto…

a cura di
Staff

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di Staff

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