Il 27 gennaio Mario Gianani sarà ospite del terzo incontro del ciclo “Il viaggio del produttore”.
Prosegue allo Spazio Scena di Roma il ciclo “Il viaggio del produttore”, ideato e promosso dalla Scuola d’Arte Cinematografica Gian Maria Volonté. Martedì 27 gennaio, alle ore 18:30, sarà protagonista Mario Gianani. Si tratta di un produttore tra i più significativi del panorama italiano e internazionale, in un incontro aperto al pubblico, condotto da Boris Sollazzo, responsabile eventi della Scuola Volonté.

L’incontro con Mario Gianani
L’iniziativa, giunta al suo terzo appuntamento, propone una riflessione ampia e appassionata sul mestiere del produttore e sul suo ruolo chiave nella filiera creativa del cinema. Una figura che, anche se si muove dietro le quinte, è centrale nella nascita e nella realizzazione delle opere. Dialogando con il pubblico, Mario Gianani ripercorrerà le tappe fondamentali della sua carriera, condividendo esperienze, aneddoti e visioni sul futuro dell’audiovisivo.
Tra i fondatori nel 2009 della casa di produzione Wildside insieme anche a Lorenzo Mieli, Gianani ha prodotto alcune tra le opere più rappresentative del cinema italiano degli ultimi vent’anni. Si parte dalla collaborazione con Marco Bellocchio per Vincere — che gli valse due candidature ai David di Donatello. Nel mezzo ci sono i lavori con Fausto Brizzi, Pif, Riccardo Milani, Paola Cortellesi, Saverio Costanzo, Gabriele Salvatores, e tanti altri. Si arriva fino alla produzione della serie L’amica geniale, tratta dai romanzi di Elena Ferrante e acclamata anche all’estero.
Il pubblico avrà modo di conoscere da vicino il percorso di un produttore capace di muoversi con intelligenza e coraggio tra cinema d’autore, commedia popolare e grandi produzioni internazionali. Giannai ha sempre avuto un occhio attento al racconto del presente e ai mutamenti del mercato. Particolare attenzione sarà dedicata all’esperienza sul set di C’è ancora domani, film d’esordio alla regia di Paola Cortellesi. La pellicola è prodotta da Gianani insieme a Lorenzo Gangarossa, che sarà proiettato al termine dell’incontro.
“C’è ancora domani”
C’è ancora domani, interpretato dalla stessa Cortellesi accanto a Valerio Mastandrea, Emanuela Fanelli e Romana Maggiora Vergano, diplomata in Recitazione presso la Scuola Volonté, racconta la storia di Delia, madre e moglie nella Roma del 1946, alla vigilia del referendum istituzionale e delle prime elezioni a suffragio universale in Italia. In bilico tra sottomissione e desiderio di riscatto, Delia compie un percorso intimo e politico che è diventato simbolo di un’urgenza collettiva. Questa è raccontare le radici storiche e culturali della violenza di genere e del patriarcato, parlando al presente con uno sguardo limpido e coinvolgente.
Oltre al successo di pubblico, il film ha ricevuto un’accoglienza entusiasta dalla critica e numerosi riconoscimenti. Alla cerimonia dei David di Donatello 2024 ha conquistato sei premi, tra cui Miglior regista esordiente e Miglior attrice protagonista a Paola Cortellesi, Miglior attrice non protagonista a Emanuela Fanelli, Migliore sceneggiatura originale, il David Giovani e il David dello Spettatore. Con 19 candidature totali, è il film d’esordio con il maggior numero di nomination nella storia del premio.
Tra gli altri numerosi riconoscimenti, si ricordano anche il Nastro d’Argento come Film dell’Anno, il Globo d’Oro al Miglior Film, il Premio del Pubblico al Festival del Cinema di Göteborg. E ancora la partecipazione in concorso alla Festa del Cinema di Roma, dove ha ricevuto il Premio Speciale della Giuria e una menzione speciale per la Migliore Opera Prima. Il film è stato inoltre distribuito con successo in Francia, Regno Unito, Germania, Cina e Stati Uniti, raccogliendo consensi anche dalla critica internazionale.
Ma C’è ancora domani non è stato solo un successo cinematografico. Il film ha avuto un impatto culturale e sociale profondo, diventando oggetto di proiezioni nelle scuole, dibattiti pubblici, campagne di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne. Ha contribuito a riaccendere, con forza e delicatezza, il dibattito sui diritti, sulla memoria e sull’eredità delle lotte femminili. Un’opera che ha saputo restituire al cinema italiano una funzione civile, popolare e necessaria.
L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
a cura di
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