I The Zen Circus hanno infiammato il palco della capitale con il loro rock puro e viscerale, tra i nuovi brani dell’album Il Male e i grandi classici di repertorio che li hanno resi celebri
È un Atlantico sold out già da diverse settimane, quello che ha accolto la band pisana, composta da Andrea Appino (voce e chitarra), Karim Qqru alla batteria, Maestro Pellegrini alla chitarra e Massimiliano “Ufo” Schiavelli al basso, che è tornata, a calcare i palchi di tutta Italia con il nuovissimo album “Il Male“, uscito a settembre scorso e presentato nell’omonimo tour.
I due anni di pausa per intraprendere progetti solisti non hanno per nulla scalfito l’esplosione di energia alla quale i The Zen Circus ci hanno abituati da sempre, anzi la hanno alimentata. Un’energia che è un crescendo inesauribile e che raggiunge picchi altissimi in alcuni momenti della serata, primo fra tutti quando Appino e il Maestro Pellegrini si lanciano in una gara con due canotti gonfiabili sopra la folla, come se stessero cavalcando un’unica gigantesca onda.
Questo gesto punk riassume lo spirito dell’intera serata, una grande festa collettiva in un mix perfettamente equilibrato tra sarcasmo sottile e sentimentalismo disincantato, il marchio di fabbrica di una band che con 20 anni di carriera alle spalle, sa fare emozionare, divertire e riflettere il suo pubblico, in modo diretto e viscerale, come pochi altri.
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In apertura il musicista toscano Alessandro Fiori.
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La scaletta
- Il Male
- La Terza Guerra Mondiale
- Catene
- Non Voglio Ballare
- Vent’anni
- Miao
- Il Fuoco In Una Stanza
- Andate Tutti a Fanculo
- Ilenia
- Vecchie Troie
- I Qualunquisti
- Novecento
- Canta Che Ti Passa
- Il Mondo Come Lo Vorrei
- Un Milione Di Anni
- Appesi Alla Luna
- Caronte
- Figlio Di Puttana
- Ragazzo Eroe
- Meglio Di Niente
- Non
- E Solo Un Momento
- Viva
- L’anima Non Conta
a cura di
Gabriella Vaghini

