Coez – Inalpi Arena, Torino – 29 novembre 2025

Una serata indimenticabile per i tanti accorsi all’Inalpi Arena di Torino nella sera del 29 novembre che hanno potuto cantare sulle note di Coez assieme al cantante salernitato tra emozione e potenza canora

Se il tour del 2025 doveva essere il banco di prova per il nuovo album 1998, la tappa di Torino ha confermato che Coez non ha perso un colpo.

Puntuale, l’artista romano è salito sul palco dell’Inalpi Arena trasformando la serata in qualcosa che va oltre il semplice concerto: una festa collettiva dove passato e presente si stringono la mano.​

Ad aprire la serata ci ha pensato Lamante, scaldando un pubblico già pronto a esplodere. Ma è quando si sono accese le luci della scenografia anni ’90 – tra vecchi televisori e glitch analogici – che la magia è iniziata davvero. 

Coez ha attaccato subito con i nuovi pezzi, ma senza dimenticare quelle hit che lo hanno reso la voce di una generazione.

​Un amante per cominciare

Ci sono aperture che servono solo a ingannare l’attesa e altre che, invece, squarciano l’aria, imponendo un silenzio che sa di rispetto e scoperta. Quella di Lamante all’Inalpi Arena appartiene decisamente alla seconda categoria.​

Scelta come opening act ufficiale del tour di Coez la cantante vicentina non si è limitata a scaldare il pubblico.

Ha preso possesso di uno dei palchi più importanti d’Italia con la sua consueta urgenza espressiva: viscerale, autentica, quasi “selvaggia” nel senso più nobile del termine.

​Chi era venuto solo per Coez si è trovato davanti a un’artista che non chiede permesso, ma che esige attenzione.

La scelta del cantante salernitano di volerla come apertura fissa per tutto il tour si è rivelata vincente: non un semplice riempitivo, ma un vero e proprio valore aggiunto che ha dato alla serata torinese una sfumatura più cruda e cantautorale.

Davanti a una platea gremita Lamante ha portato un mondo sonoro fatto di radici folk, distorsioni rock e una narrazione che attinge a un immaginario rurale e matriarcale.

La sua voce, descritta spesso come “scura e tagliente”, ha riempito l’arena senza timore reverenziale, dimostrando come il progetto discografico In memoria di sia cresciuto fino a diventare una creatura perfetta per la dimensione live.

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Un viaggio tra le hit e il nuovo album

Il concerto di Coez parte forte con Estate 1998 e Mr. Nobody, dichiarando subito il mood: un mix di nostalgia e freschezza. Poi arrivano Mal di te e Faccio un casino, due brani che non si limitano a essere cantati, ma vengono letteralmente urlati da un parterre in stato di grazia.​

La band, capitanata da un Orang3 impeccabile, tesse un tappeto sonoro perfetto: solido su Catene, avvolgente su Siamo morti insieme, fino a rallentare il battito con Domenica.

Non mancano i grandi classici come Jet e Lontana da me, pezzi che ormai sono patrimonio collettivo e che il pubblico accoglie come vecchi amici.

Il gran finale e l’encore

Nella seconda parte, Coez alterna momenti più intimi a vere esplosioni di energia. E yo mamma e Occhi rossi tengono alto il ritmo, mentre Come nelle canzoni è quel momento di pura connessione che ti fa sentire parte di qualcosa di più grande.

C’è spazio anche per l’intensità di Le parole più grandi e Dentro al fumo, prima di un medley finale che è un vero regalo per i fan storici.

La chiusura è da manuale: Qualcosa di grande, È sempre bello e l’immancabile La musica non c’è sigillano la serata.

Torino risponde con un applauso infinito, confermando che Coez, anche da solista dopo la parentesi con Frah Quintale, sa come prendersi la scena. Si torna a casa senza voce, ma con la certezza che “è sempre bello” esserci stati.

La Scaletta della serata
  1. Estate 1998
  2. Mr. Nobody
  3. Mal di te
  4. La tua canzone
  5. Faccio un casino
  6. Catene
  7. Siamo morti insieme
  8. Domenica
  9. Jet
  10. Lontana da me
  11. Niente che non va
  12. E yo mamma
  13. Occhi rossi
  14. Come nelle canzoni
  15. Le parole più grandi
  16. Dentro al fumo
  17. Ti manca l’aria
  18. Le luci della città
  19. Alta marea
  20. Medley: Taciturnal / Davide / !ly / Ali sporche
  21. Qualcosa di grande
  22. È sempre bello
  23. La musica non c’è

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a cura e foto di
Andrea Munaretto

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di Andrea Munaretto

Nato nell'84 e fin da quando avevo 4 anni la macchina fotografica è diventata un'estensione della mia mano destra. Appassionato di Viaggi, Musica e Fotografia; dopo aver visitato mezzo mondo adesso faccio foto a concerti ed eventi musicali (perché se cantassi non mi ascolterebbe nessuno) e recensisco le pellicole cinematografiche esprimendo il mio pensiero come il famoso filtro blu di Schopenhauer

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