Le tre porte (三重门) è la prima opera letteraria del blogger, scrittore e musicista cinese Han Han. Grazie al successo di vendite ottenuto a livello globale, il racconto più caustico sull’apprendimento scolastico cinese ha consacrato il blogger tra le 100 persone più influenti del pianeta secondo il Time
Le tre porte è un romanzo che nasce da un “taglia e cuci” dei diversi blog scritti nel corso degli anni da Han Han. Più che un’opera rilevante dal punto di vista letterario e stilistico, Le tre porte immortala un periodo storico di grande transizione dell’educazione cinese contemporanea. Attraverso la sua polemica tagliente, il blogger accende i riflettori sull’avversione dei giovani cinesi per un sistema scolastico scadente e, soprattutto, anacronistico all’alba del nuovo secolo.
L’apprendimento è spesso un tema sfruttato nelle opere degli scrittori di fine anni Novanta, ma Han Han ha definitivamente sconvolto il genere del romanzo di formazione rendendolo un dozzinale prodotto di commercio. La letteratura valoriale e la cultura venerata del passato vengono accantonate per lasciar spazio ad una scrittura più leggera e semplice, tanto odiata dagli intellettuali quanto amata dagli adolescenti cinesi stanchi e terrorizzati in vista dell’esame della loro vita: il gao kao.
La credibilità della formazione accademica viene messa a dura prova nel romanzo mettendo in luce tutte le sue mancanze. In un secolo di cambiamenti economici, culturali e sociali, il sistema scolastico cinese si focalizza sui grandi classici della letteratura e sugli slogan di Partito a discapito di nozioni più rilevanti per poter emergere come potenza mondiale. L’insofferenza di Han Han, nei confronti degli intellettuali e delle istituzioni ree di non essere al passo con i tempi, diventa il sentimento che accomuna i giovani cinesi ancora oggi.
Un ragazzino incapace di maturare
Protagonista di Le tre porte è Lin Yuxiang, un adolescente che frequenta la terza media in una piccola cittadina alle porte di Shanghai. Contro il suo volere, Yuxiang è iscritto al circolo letterario della scuola, che si caratterizza per aver un insegnante totalmente incapace di svolgere il suo mestiere: Ma Dabao. Durante una gita organizzata dal maestro, i suoi allievi si dividono in gruppi e Lin Yuxiang conosce la bella amica della rappresentante di classe: Susan, se ne invaghisce ma non è ricambiato. Nel frattempo, dopo l’insistenza di Ma Dabao, Lin Yuxiang partecipa ad un concorso letterario nazionale che incredibilmente vince. Una vittoria tutt’altro che meritata, siccome il suo componimento è un collage di frasi estrapolate da autori classici cinesi senza senso logico.
Nonostante la propensione letteraria, i genitori di Yuxiang decidono di pagare illegalmente una vecchia conoscenza della madre affinché possa accedere in una scuola prestigiosa di Shanghai per meriti sportivi. Seppur il giovane volesse rimanere nella scuola del distretto vicino per stare accanto a Susan, Yuxiang è contento della futura nuova esperienza lontano dalla famiglia. Tuttavia, l’allegria diventa ben presto amarezza quando si accorge della grande competizione presente all’interno della scuola. La sua ascesa al successo si interrompe bruscamente venendo a conoscenza della relazione della amata Susan con un compagno di classe.
Devastato dalla notizia, Lin Yuxiang passa tutta la notte fuori dal dormitorio senza autorizzazione, e il suo rendimento scolastico vacilla con materie insufficienti. La notizia delle uscite romantiche di Susan si rivela poi essere falsa. A spargere la voce è stata la stessa giovane che desiderava un futuro nella stessa università se solo lui avesse smesso di pensarla e studiato a dovere. Dopo essere stato scoperto dalla direzione della scuola per la sua uscita clandestina, il ragazzo riceve un provvedimento disciplinare che gli costa la perdita della fiducia di Susan e della famiglia.
“Leggere la narrativa cinese è un’iniezione d’autostima, infatti, Lin Yuxiang, dopo essersi sciroppato alcune decine di romanzi si pompò a mille. Ritenne di averli letti a sufficienza, si sentiva addirittura satollo, e non si trattava del senso di sazietà degli essere umani, ma di quello dei serpenti prima di andare in letargo che possono tirare avanti a lungo senza assumere cibo. ”
La superficialità dell’educazione accademica fine a sé stessa
Le tre porte può intendersi come romanzo a tratti autobiografico, del resto allo scrittore-blogger il sapere letterario non è mai interessato particolarmente. Così come a Lin Yuxiang interessano le ragazze, in particolare la giovane Susan, a Han Han interessano le macchine da corsa e diventare pilota. Con questa premessa è facile etichettare l’autore come incapace di scrivere letteratura. Eppure, oltrepassando una prima lettura semplicistica, si arriva al vero tema centrale del lungo racconto: l’insuccesso scolastico. La scuola, gli insegnati e gli stessi genitori del protagonista sono tutti colpevoli di non aver contribuito all’educazione del giovane portandolo al fallimento.
In Le tre porte, l’istituzione scolastica viene rappresentata come corrotta e solo attenta all’immagine di esclusività e prestigio. I professori vengono screditati non solo perché totalmente incapaci di motivare i giovani all’apprendimento, ma anche per il loro livello scadente di erudizione. I genitori, invece, sono incuranti della formazione del figlio e si interessano solo del suo successo scolastico abbandonandolo a sé stesso. In questo contesto scolastico soffocante di costante competizione e ostentazione, l’adolescente non si dimostra sufficientemente preparato nell’affrontare i continui cambiamenti della società cinese.

Un genere letterario che non richiede sforzo intellettuale
Di Le tre porte occorre sottolineare la freschezza e la facilità di lettura. In quasi quattrocento pagine, Han Han è riuscito ad “alleggerire” l’imponente e impegnata letteratura cinese. Il suo scrivere per il semplice piacere di farlo, senza aver obblighi morali, aprirà la strada per un nuovo genere letterario. In fin dei conti la letteratura è, di base, libera e autonoma, quindi facilmente svincolabile da istituzioni accademiche che guardano sempre e solo al passato. Gli autori nati negli anni Ottanta e quelli delle generazioni future scelgono si slegarsi dalle catene della critica letteraria per costruirsi uno spazio tutto loro. Eppure, questo desiderio di indipendenza svanisce presto, nel momento in cui una nuova istituzione umanistica, capace di determinare il successo degli scrittori, emerse con insistenza dai primi anni Ottanta consolidando la sua egemonia ancora oggi: il mercato.
Questo nuovo modo di concepire il romanzo come opera disincantata e ironica nasce dalla necessità di rendere la letteratura accattivante. L’ingenuità e la dolcezza del giovane Yuxiang è il mezzo attraverso il quale il lettore adolescente riesce ad immedesimarsi in lui e ad apprezzarlo. La voglia di primeggiare nell’incomprensibile competizione scolastica accomuna tutti i giovani cinesi, che spinti dalla voglia di leggere un’opera frizzante in cui rispecchiarsi decidono di comprarla. Del resto, gli autori contemporanei della Cina odierna sono sia vittime che beneficiari dell’era commerciale, dove la produzione letteraria è considerata solo una delle molteplici forme di capitale.
a cura di
Elisa Manzini

