“Il volume del tempo”: la saga danese sbarca in Italia

Il tema del loop temporale si è sviluppato in particolare a partire dagli anni Novanta, sia in tv che al cinema, suscitando curiosità e perturbazione: una conoscenza lineare come il tempo che si piega su se stessa e diventa ciclica, creando situazioni insolite per la mente umana. Di base il “senso” del loop è permettere una conoscenza superiore al protagonista, una “lezione” che attraverso un tempo lineare non sarebbe impartita; ma di un modulo così semplice si possono avere mille, coinvolgenti versioni.

Le variazioni del tema hanno infatti dato luogo a film più leggeri (vedi 12 volte Natale, Prima di domani, Palm Springs – Vivi come se non ci fosse un domani) o più truci (vedi ancora Auguri per la tua morte, dove la protagonista è costretta a rivivere il momento della sua morte). 

Il loop è meno frequente nella narrativa ma esistono comunque esperimenti ben riusciti, come il recente Le sette morti di Evelyn Hardcastle, in cui Evelyn “muore più volte” finchè la protagonista non scoprirà l’assassino.

Una nuova saga sul tema del tempo

A fine ottobre sono usciti in Italia per NN i primi due volumi della saga Il volume del tempo: L’enigma e In viaggio, scritti dalla filosofa danese Solvej Balle (chi meglio di un filosofo può indagare in lungo e in largo un tema come il tempo?), e già nel primo volume il tema del loop temporale è reso in maniera avvincente e coinvolgente.

La protagonista Tara Selter è una libraia antiquaria che si trova a Parigi per lavoro. Un giorno si addormenta il 18 novembre e si risveglia… sempre il 18 novembre. Quei dettagli che sembrano ripetersi solo per coincidenze casuali si rivelano a poco a poco vere ripetizioni di una stessa giornata. 

La prova del nove la ottiene tornando a casa dal compagno Thomas, dove capisce alla svelta che “vivono due tempi diversi”. Tara infatti si rende conto di ripetere i giorni, controllando i giornali, le televisioni, i calendari, mentre ad ogni risveglio Thomas sembra vivere quel giorno la prima volta. Così la donna ogni giorno ripete al compagno cosa sta succedendo e insieme sviluppano una vera e propria indagine per capire dove il tempo “ha rotto gli argini”, dove il meccanismo si è inceppato.

Un tempo non coerente

Ma la stranezza ulteriore è che se in certi aspetti della vita il tempo sembra bloccato, in altri dettagli continua a scorrere. La sera prima che iniziasse tutto, infatti, Tara si è bruciata una mano con una stufa: per quanto il giorno sia sempre il 18 novembre, la sua scottatura pian piano guarisce. Così come gli oggetti di Tara acquistati il giorno prima a volte spariscono, a volte seguono i suoi spostamenti.

Ma cosa ha determinato tutto ciò? E soprattutto, perché il “nuovo tempo” ha all’interno di sé leggi diverse?

Fantascienza sì, ma dissimulata e verosimile; il che rende la saga molto interessante anche per chi normalmente – come la sottoscritta – non ama il genere. Il primo volume può a volte sembrare ripetitivo, ma se ci pensiamo rende bene il tema, e sprona, comunque, a voler saperne di più e a continuare con i prossimi volumi.

Solvej Balle in Italia

Solvej Balle sarà in Italia a Bookcity Milano con Matteo Trevisani il 19 novembre alle 16.30, presso la Sala Weill Wess (Castello Sforzesco).

a cura di
Martina Gennari

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