Intimo e curioso… seguirà le orme di “Left of the Middle”? Scopriamolo insieme
Dimenticate quindi “Torn”, le chitarre e il pop anni ’90. Natalie Imbruglia è tornata il 4 settembre 2026, dopo cinque anni di assenza dal suo “Firebird”. Con Algorithm, questa volta si sgancia completamente da tutti i lavori precedenti proponendo un album molto sperimentale.
Natalie è cresciuta e questa volta lascia spazio a ritmi elettronici molto ‘80s sulla scia dei Depeche Mode, Eurythmics: sebbene il sound molto leggero e orecchiabile, ciò che viene affrontato all’interno di questo album è molto intenso.
“Algorithm” è molto centrato sui temi dell’ansia, salute mentale, pressione sociale, dipendenza dai social e dagli schermi, ma soprattutto parla di evoluzione personale. Il titolo stesso è una metafora di come gli algoritmi condizionino il nostro modo di vivere.

Un album riuscito?
“Algorithm” non è certamente un disco che influenzerà e stravolgerà la scena musicale attuale, ma sicuramente è un lavoro che funziona. Circondata da diversi co-produttori come i MyRiot, già al suo fianco in “Firebird”, Gary Lightbody degli Snow Patrol, Mark Crew, David Sneddon, Anu Pillai e Fraser T. Smith, il risultato è ottimo.
La ricerca di una nuova sé, di un sound diverso e la rappresentazione quindi di un’evoluzione sotto il profilo artistico, per Natalie Imbruglia è stata quindi piena e soddisfacente.
I Live
A sancire questo enorme cambiamento dato anche dalla pubblicazione del disco, Natalie ha in lavorazione diverse esizibizioni live con date sia in Europa sia in Sud America con un solo e unico obiettivo: far ballare chi la ascolta. Siamo certi che, in questa nuova veste estremamente adulta, consapevole, ma super cool e divertente riuscirà a pieno nel suo intento.
a cura di
Valentina Pilotti

