Bologna torna ad accogliere i Fontaines D.C. a un anno dall’ultimo live in città con un sold out all’Unipol Arena, per una serata che alterna energia pura a momenti più introspettivi
C’è qualcosa di speciale nel ritrovarsi di nuovo sotto il palco dei Fontaines D.C. Dopo circa quaranta minuti affidati ai vicini di casa Chalk, arrivati da Belfast per scaldare il pubblico, i Fontaines D.C. salgono sul palco sulle note intense e drammatiche di “Se telefonando” di Mina. Un’artista che, come hanno dichiarato, è stata fonte d’ispirazione per il loro ultimo album, “Dopamine Chamber”, uscito il 16 ottobre. Un omaggio all’Italia e alla sua storia musicale, accolto con grande entusiasmo dal pubblico, che definisce fin da subito le aspettative per il live.
Già dal primo brano “Tongue”, il secondo singolo estratto dall’ultimo disco, Grian Chatten ci ricorda perché lo definiscono un animale da palcoscenico: calamita per gli sguardi, accompagna ogni brano con un’intensità che non ha bisogno di particolari effetti scenici o discorsi infiniti. A parlare sono soprattutto le canzoni. E questo si riflette anche sul palco, in uno spettacolo con pochi fronzoli: luci che fanno il loro lavoro, i volumi sono finalmente all’altezza (dopo diversi live nell’ultimo anno in cui mi sono chiesta se fossi davvero a un concerto rock/punk, ndr) e armonizzazioni che funzionano benissimo.
Tutta la band contribuisce a creare l’equilibrio sul palco, confermandosi ormai una delle realtà più solide della scena. Tant’è che il bassista Conor Deegan III, in un momento di tranquillità tra un brano e l’altro, può concedersi una lattina di Guinness. Certe tradizioni irlandesi vanno rispettate, anche sul palco.
Scaletta serrata e imprevisti
I nuovi brani, come“Marianne” e “You Miss Me”, si incastrano bene nella scaletta, alternando momenti più distesi ai classici più esplosivi, come “Nabokov” e “Roman Holiday”. Se “Dopamine Chamber” è stato criticato soprattutto dai fan di vecchia data per la sua componente più melodica e meno dirompente, nella dimensione dal vivo acquista invece molto valore, dando respiro al concerto.
È però “Boys in the Better Land” a far scatenare davvero il pubblico. Segna anche il momento in cui Grian Chatten sfoggia il suo tamburello: chissà cosa ne pensa Liam Gallagher di questo piccolo prestito stilistico, dopo aver detto che i Fontaines D.C. non erano abbastanza bravi per aprire i concerti degli Oasis…
Non è un live senza imprevisti: “Happy for You” viene interrotta da Grian per un’emergenza medica tra il pubblico e ripresa soltanto dopo aver verificato che la persona coinvolta stia ricevendo assistenza. Anche questo piccolo fuori programma racconta qualcosa del rapporto tra chi suona sul palco e chi ascolta. “Thank you for your patience. We care for each other”, commenta Grian.
Con “In the Modern World” si alzano i cori del pubblico, mentre “Starburster” chiude il primo atto facendo saltare praticamente tutta l’arena prima della pausa.
Un finale inaspettato
L’encore si apre con alcuni brani dell’ultimo album, “Japan” e “Six Shot Morning”, prima dei colpi finali: “I Love You”, dedicata a Paolo Sorrentino, e “Where Is Gone?”, il brano che segna la loro prima e unica collaborazione con un’altra artista, nientemeno che Rosalía. Un pezzo lontano dalla consueta idea di raffica conclusiva (a giugno avevano chiuso con “Starburster”, ndr). Una scelta insolita, che funziona proprio perché sembra rispecchiare proprio l’anima dell’ultimo album: più intima, malinconica e meno incline a esplodere a tutti i costi.
Per le persone ancora energizzate dal live ci ha pensato poi l’after party al Locomotiv Club, dove Carlos, Tom e Conor si sono messi dietro la consolle per selezionare dischi. Quale modo migliore per iniziare la settimana, stanchi ma felici? E per chi si fosse perso questo live o non potesse più fare a meno dei Fontaines D.C., l’appuntamento è per la prossima estate: la band tornerà in Italia il 18 giugno a Rock in Roma e il 19 giugno agli I-Days Festival di Milano.
La setlist completa:
- Tongue
- Here’s the Thing
- Nabokov
- Boys in the Better Land
- Marianne
- You Miss Me
- Roman Holiday
- A Hero’s Death
- In the Modern World
- Happy for You
- Big Shot
- Death Kink
- Mimesis
- Bug
- Favourite
- Starburster
Encore - Japan
- Six Shot Morning
- I Love You
- Where Is Gone?
a cura di
Chiara Serri

