Wolfmother – Suburbiae Unexpected Fest, Teramo – 29 agosto 2026

Live report Suburbiae Unexpected Fest 2026 - con Wolfmother, Messa, Stoned Jesus, Bull Brigade e tanti altri

Terza edizione del Suburbiae Unexpected Fest di Teramo con doppio appuntamento: Wolfmother, Messa, Stoned Jesus, Shores of Null e Lowmax sabato 29 agosto; Bull Brigade, i colleghi di Rumore Magazine e una pletora di altre entità venerdì 28 agosto. Perché ho invertito i giorni? Lo capirete…

Non l’avrei mai detto, invece eccomi qui a smentire me stesso medesimo: i Wolfmother in sede live mi hanno felicemente sorpreso. Non avevo dubbi sulla qualità e sulla preparazione del terzetto di Sydney, ma colui che sta scrivendo non si aspettava un coinvolgimento così convincente. Ma andiamo con ordine, perché in questa terza edizione del Suburbiae Unexpected Fest di Teramo sono successe tante cose. Tante belle cose.

Ciù is megl che uan (cit. antico detto emiliano)

Quest’anno il Suburbiae Unexpected Fest si è sdoppiato. No, non è un problema di vista, ho da poco fatto il controllo oculistico e ci vedo bene. Quest’anno il festival abruzzese si è diviso in due date, 28 e 29 agosto.

Il venerdì, a ingresso libero, è stata una giornata all’insegna di band underground con exploit finale di una prestazione massiccia dei Bull Brigade. Eugenio Borra ringrazia, salta, si muove sul palco e si scusa per avere la voce un po’ bassa. Scuse non dovute, dato che lui e l’intera band hanno mostrato un’energia invidiabile, scambiata in egual misura con il pubblico presente a suon di pogo, surfing e tante altre manifestazioni di bella umanità.

Una giornata, quella del 28 agosto, dove stoner, hardcore e punk l’hanno fatta da padroni, assieme al caldo umido degno del Guatemala e a innumerevoli quantitativi di Gassosa Campli ingeriti. Coinvolgenti gli Inerdzia, si confermano realtà interessante gli stoner Alsaint, ipnotici e ammalianti i Cyborg Zero ed è empre bello vedere che in Abruzzo ci siano entità musicali rocciose come Mud, Rupe e i sempiterni Vibratacore. Atom Lux, in apertura, si conferma personaggio istrionico da tenere sott’occhio perché potrebbe esplodere da un momento all’altro (in termini di visibilità, non biologici, sia chiaro).

Bello è il colpo d’occhio: sono circa un migliaio i partecipanti a questa prima parte del festival, molti dei quali sono rimasti nei pressi del palco durante il talk organizzato con Rumore Magazine. Aspetto, questo, non scontato (bravi ragazzi, ascoltate per accrescere le vostre capacità mentali, come diceva Luttazzi a Mai Dire Gol).

Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per un parco oscuro, che la diritta via era ritrovata (cit. Dante che non sbaglia strada)

Doccia di rito per levarsi di dosso afa, sudore e polvere; cambio vestiario e si va verso il parco fluviale di Teramo per la seconda giornata del Suburbiae Unexpected Fest. Sabato 29 agosto ci accoglie con caldo ma molta meno umidità. Noi compensiamo con vino e gassosa per dimostrare a noi stessi che l’età continua ad avanzare.

Sul palco sino già presenti i LowMax: hard rock con tinte stoner che non stonano. Impegnati a dare il benvenuto alle persone che via via cominciano ad affollare l’area, confermano le positive impressioni date con i loro lavori in studio. Presenza scenica essenziale, ma tanta sostanza.

Giunti alla nostro terzo vino e gassosa, innamorati dei gatti lisergici che continuano ad apparire sul palco, appurato che non sono visioni dionisiache e mistiche, ci aggiriamo incuriositi in zona mixer mentre sul palco gli Shores Of Null si dimenano. Ah, quanto ho invidiato la robustezza della loro cervice. Doom di livello, coriaceo e soprattutto con virate aggressive inaspettate. Li conoscevo solo di nome, ora hanno guadagnato un estimatore in più. Ci voleva un viaggio Bologna-Teramo nel periodo meno propizio in termini di carburanti, ma è anche questo il bello della vita.

Nerd, stoner e livore

Mentre cerco di capire se è possibile adottare un gatto nero, mentre mi fanno capire che questo è un festival e non un gattile comunale, gli Stoned Jesus hanno abbandonato il loro banchetto del merchandising e si sono spostati sul palco. Così, con la naturalezza di un master di D&D nell’uscire e rientrare nel personaggio.

Prestazione granitica per gli ucraini che aizzano il pubblico con grande efficacia: pogo e felicità si stagliano tra i presenti. Bicchiere di vino e un panino si palesa tra le mani del vostro reporter preferito, che si gode lo spettacolo da una posizione da umarello privilegiato.

Gli Stoned Jesus sono gli amici che non sapevi di avere, con cui passare un’ora nel godimento assoluto. Una garanzia. Una certezza.

La Messa è iniziata. Non andate in pace

Le tenebre si fanno via via più preponderanti. Sembra che anche la Natura e lo spirito del Suburbiae Unexpected Fest sappiano cosa fare per creare la giusta atmosfera per l’ingresso dei Messa.

La band sta vivendo un periodo di grazia, tra grandi apprezzamenti all’estero e una consacrazione nel circuito nazionale oramai palese. Anche in questo sabato teramano si confermano una delle realtà musicali più riconoscibili e di qualità dell’ultimo periodo. Propongono un sound particolare, la staticità elegante di Sara Bianchin è in perfetto contrasto con la composta irruenza del resto della band (soprattutto del chitarrista Alberto Piccolo).

L’area concerto del Suburbiae è gremita e quando la band veneta saluta per andar via, un coro “one more song” si eleva da parte del pubblico. I Messa tornano dunque sul palco, visibilmente stupiti perché non se l’aspettavano. Ennesimo esempio di genuinità e di tanto affetto contraccambiato. Ottima conferma anche in sede live (il loro ultimo album “The Spin” è incredibile).

Dall’Australia a Teramo passando per l’A14

Ore 22:30 spaccate, così, senza troppi fronzoli, parte un accordo di chitarra. Ebbro di gassosa, mi giro e noto di non essere l’unico a essere sorpreso. I Wolfmother sono spuntati sul palco all’improvviso, con il sorriso stampato sulla faccia, un cenno di saluto e si parte subito.

Così, de botto.

D’altronde gli australiani sono così: chi se ne fotte delle formalità, loro sono lì per suonare, divertirsi e far divertire.

L’arena De Carolis è bella piena, persone che saltano, acclamano, parte il pogo ogni due minuti e tutti sono contenti. In un’ora e un quarto di concerto, sono circa otto le parole pronunciate da Andrew (undici se contiamo gli articoli determinativi e indeterminativi).

Devo dire, tuttavia, che non mi sarei aspettato così tanto coinvolgimento a fronte di così apparentemente poca interazione col pubblico. Il segreto è presto detto: questione di feeling direbbe qualcuno diversamente giovane. Io aggiungo questione di sguardi, sorrisi, leggeri cenni subito compresi. Si può fare un bello show senza fuochi d’artificio (ma non toglietemi i gatti, per favore).

Doccia. Sonno. Gatti. Gassosa. Scrittura. Repeat

Al terzo anno, dobbiamo dire che il Suburbiae Unexpected Fest inizia a fare passi decisi in avanti. Due giorni dove le persone si sono divertite, belle vibrazioni positive e ulteriori margini di miglioramento. Eventi del genere nelle province meno blasonate fanno solo bene alla scena e al carrozzone degli eventi musicali dal vivo.

Incrociamo le dita e ci si vede l’anno prossimo. Tra gatti e gassose “Fletto i muscoli e sono nel vuoto”.

a cura di
Andrea Mariano

di Andrea Mariano

Andrea nasce in un non meglio precisato giorno di febbraio, in una non meglio precisata seconda metà degli Anni ’80. È stata l’unica volta che è arrivato con estremo anticipo a un appuntamento. Sin da piccolo ha avuto il pallino per la scrittura e la musica. Pallino che nel corso degli anni è diventato un pallone aerostatico di dimensioni ragguardevoli. Da qualche tempo ha creato e cura (almeno, cerca) Perle ai Porci, un podcast dove parla a vanvera di dischi e artisti da riscoprire. La musica non è tuttavia il suo unico interesse: si definisce nerd voyeur, nel senso che è appassionato di tecnologia e videogiochi, rimane aggiornato su tutto, ma le ultime console che ha avuto sono il Super Nintendo nel 1995 e il GameBoy pocket nel 1996. Ogni tanto si ricorda di essere serio. Ma tranquilli, capita di rado. Note particolari: crede di vivere ancora negli Anni ’90.

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