mgk inaugura il “Lost Americana Tour” in Europa con una tappa all’Unipol Arena di Bologna. Un sold out ripagato da uno spettacolo di una certa caratura.
Julia Wolf è stata l’artista incaricata di aprire le danze per questa prima data europea. È un’artista molto particolare per le sfumature che riesce a creare con la propria voce. È in piena linea con lo stile di mgk che la stima molto dal lato artistico tanto da rilasciare in featuring ufficialmente la cover di “Iris” dei Goo Goo Dolls arrangiata in maniera più rockettara e portata dal vivo nella serata di domenica. Dell’artista consigliamo “Loser” e “In My Room”.
Comincia il “lost americana tour”
mgk è specializzato nelle entrate sobrie, e se nel 2022 a Milano è sceso da un elicottero rosa a inizio concerto, questa volta ha pensato bene di uscire dalla bocca della Statua della Libertà ricreata sul palco con una sigaretta al posto della torcia che teoricamente simboleggerebbe illuminazione e il potere della conoscenza, ma dettagli.
mgk sta migliorando a vista d’occhio. Nel 2022 pensavamo di aver visto l’apice dopo aver rilasciato “Tickets To My DownFall” e “mainstream sellout“. “lost americana” non è album memorabile ma rappresenta al meglio cosa è l’artista dal vivo. In 6 anni mgk è passato da essere un rapper non troppo apprezzato ad artista poliedrico aggiungendo generi su generi alla propria musica tra cui punk, rock, country continuando a sperimentare e mostrando le capacità di riuscire a cavarsela.
Dal vivo inoltre è migliorato tantissimo, nonostante avesse avuto un abbassamento di voce sino al giorno prima, la resa vocale è stata sicuramente apprezzabile e non ci sono stati momenti dove si è percepita questa debolezza. Ci sono state poi trovate geniali come intermezzi con video di suoi travestimenti o streamer che lo rinnegavano e poi si univano alla sua “wave“. Un’altra trovata è stata quando è salito in cima alla mano con la sigaretta durante “I Think I’m Okay” e un grosso accendino ha “acceso” la sigaretta mentre tutto proseguiva.

È stato un po’ un’americanata ma d’altronde l’album chiamandosi così ha avuto senso che avesse un po’ di elementi “tamarri”. mgk ha dato spazio nella prima parte, oltre alle canzoni nuove, alla sua anima rap per poi dedicare nella parte centrale ma non solo un grosso spazio alle canzoni di “Tickets To My Downfall” album più riuscito sia per numeri che per “rumore” proveniente dal pubblico.
Abbiamo apprezzato tantissimo la “sessione sgabello” dove ha cantato la sua parte in “Who I Was”, ha debuttato con “times of my life” e un medley tra “27”, “kiss kiss” e “love race” tutto in acustico o accompagnandosi con la chitarra.
Non riusciamo a trovare dei momenti particolarmente memorabili perché tutto il concerto ha regalato emozioni forti perché mgk per molti potrà essere non apprezzato, ma artisticamente parlando è stato capace di crescere, mutare e trovare la sua dimensione in diversi spazi.
Sono state due ore che consigliamo a chiunque voglia uno show eclettico capace di regalare momenti bizzarri, momenti in cui ci si può scatenare ma anche cantare delle canzoni che si stanno assestando per il futuro della discografia di questo artista.

La scaletta
- outlaw overture
- starman
- dont wait run fast
- maybe / Wild Boy / El Diablo
- ay!
- F*CK YOU, GOODBYE
- goddamn
- I Think I’m OKAY
- title track
- drunk face
- bloody valentine
- forget me too
B-Stage - Who I Was
- times of my life
- 27 / kiss kiss / love race
- Bad Things
Main Stage - Iris (con Julia Wolf)
- treading water
- DAYWALKE
- concert for aliens
- my ex’s best friend
- jawbreaker
- nothing inside
- twin flame / play this when i’m gone
- papercuts
- Lonely Road
- cliché
- sweet coraline
- vampire diaries
- why are you here
a cura di
Luca Montanari
foto di
Mirko Fava





















