Torna l’appuntamento annuale del NomadIncontro a Novellara (RE), nel Teatro Tenda allestito per l’occasione ai piedi della Rocca. Un San Valentino alternativo per la prima giornata dell’evento
Una celebrazione che da 33 anni raduna fan da tutta Italia per ricordare Augusto Daolio, in occasione del suo compleanno, ogni febbraio. Un momento che va oltre il semplice concerto: un ritrovo tra generazioni, dove la musica diventa memoria, appartenenza e condivisione.
Apriamo la serata degli innamorati
Dalle 20.30 alle 21.40 il palco è un susseguirsi di artisti emergenti e amici dei Nomadi, che hanno intrattenuto il pubblico ricordando il potere della condivisione e dei valori. In particolare, non è mancato un importante discorso contro la mafia, accolto con attenzione e rispetto, segno di quanto il messaggio sociale della band sia ancora vivo e sentito.
Iniziamo con i Nomadi!
Le luci si abbassano e la folla va in delirio. Dopo tanta attesa e gli ospiti preliminari, ecco la band salire sul palco dando ufficialmente inizio al weekend dei Nomadi. L’atmosfera è quella di casa: sorrisi, cori spontanei e una forte energia che unisce pubblico e musicisti.
Si parte con “Per fare un uomo” scritta da Francesco Guccini, seguita da un intenso medley di sei brani che scaldano subito l’ambiente e fanno cantare tutti fin dalle prime note.
Dopo un breve momento di pausa arriva “Imagine” di John Lennon, accompagnata da una sequenza di immagini. L’ultima, dedicata ad Augusto Daolio, genera un boato carico di emozione: un attimo sospeso, di raccoglimento collettivo.

L’impegno dei Nomadi
Durante “La canzone del bambino nel vento (Auschwitz)”, le bandiere della pace tra pubblico e palco creano un colpo d’occhio intenso. Il silenzio rispettoso che precede i cori sottolinea ancora una volta la forza del messaggio, capace di attraversare il tempo e parlare anche alle nuove generazioni.
Nell’esecuzione de “Il paese delle favole” viene introdotto un coinvolgente mix con “Bella Ciao”, cantato a gran voce da tutto il teatro, in un momento di forte partecipazione e unità.
L’amore e i Nomadi
In una sera come San Valentino non poteva mancare la parte più romantica e intensa. “Sangue al cuore” e “Io voglio vivere” regalano un’esplosione di emozioni, tra abbracci, cori e coriandoli che, all’improvviso, ricoprono il tendone trasformando tutto in una grande festa. Un momento semplice ma autentico, in perfetto stile Nomadi.
Il gran finale
Con “Un giorno insieme” la fine della scaletta si avvicina. Yuri Cilloni scende tra il pubblico e canta con i fan, accorciando ancora di più le distanze e rafforzando quel legame speciale che da sempre caratterizza la band.
La chiusura del concerto, come i fan più affezionati sanno, è un vero e proprio rito: “Canzone per un’amica”, “Dio è morto” e “Io vagabondo”, seguiti dal “Te Deum”. Un finale corale, tra applausi e voci che continuano a cantare anche a luci accese, con la sensazione di aver condiviso qualcosa di profondo.
Sempre Nomadi!

Ecco la scaletta e le foto della serata:
1. Per fare un uomo (Francesco Guccini cover)
2. Bianchi e neri / I tre miti / Riverisco
3. Il paese / L’eredità / Né gioia né dolore
4. L’angelo caduto
5. L’uomo di Monaco
6. Contro
7. Noi non ci saremo (Francesco Guccini cover)
8. Gli aironi neri
9. Marinaio di vent’anni
10. Ti porto a vivere
11. Fiore vero
12. La canzone del bambino nel vento (Auschwitz) (Francesco Guccini cover)
13. Suoni
14. Frasi nel vuoto
15. Il paese delle favole
16. L’ultima salita
17. Ala bianca
18. Senza patria
19. Sangue al cuore
20. Salvador
21. L’isola ideale
22. La collina
23. Io voglio vivere
24. Un giorno insieme
25. Canzone per un’amica
26. Dio è morto
27. Io vagabondo
28. Te Deum
a cura di
Fancesca Bandieri
foto di
Mirko Fava





























