Con il suo strepitoso live “Tutti i sogni ancora in volo”, nella splendida cornice dell’Arena Saracena di Cirò Marina, Massimo Ranieri ha dimostrato, per l’ennesima volta, di essere uno degli artisti più completi che l’Italia abbia mai avuto
Recito testualmente dal vocabolario. Dicesi fuoriclasse chi è eccezionalmente dotato rispetto agli altri esponenti della sua categoria. Ecco, a fianco alla definizione, a titolo esemplificativo, io una foto di Massimo Ranieri la metterei. Perchè? beh, è presto detto. Trovatemelo voi uno che reciti canti e balli a questo livello… e da quasi 60 anni! Prima che vi scervelliate in calcoli vi aiuto io dicendovi che l’esordio di Ranieri fu, quindicenne, a Settevoci nel 1966 col mitico Pippo Baudo (bellissimo l’omaggio di Massimo ad inizio concerto). Oggi ha “appena” 74 anni… Fate un po’ voi!
Un Gene Kelly italiano
Ecco, se proprio volessimo trovare una similitudine bisogna volare oltreoceano e scomodare un mito come Gene Kelly. Massimo lo ricorda molto come completezza pur avendo, a mio avviso, una voce superiore. Capite comunque che parliamo di livelli altissimi. Più che ad un concerto, si ha l’impressione di assistere ad uno spettacolo di Broadway ma con attimi di teatralità più “drammatica” che riportano anche al teatro di Strehler o agli chansonniers come Aznavour (entrambi assai cari a Massimo).
Un live colmo di pietre miliari della musica italiana
Al di là di quelli che possono essere i riferimenti e le influenze, resta il fatto che il concerto di Ranieri è un susseguirsi di vere e proprie pietre miliari della musica italiana. “Rose rosse”, “Erba di casa mia”, “Vent’anni”, “Se bruciasse la città” oltre ai “doverosi” omaggi a grandi classici napoletani, già sarebbero sufficienti a confezionare uno show incredibile. Ma poi arriva una delle canzoni italiane più belle di sempre. “Perdere l’amore” sentita a pochi metri di distanza è da brividi.
Mai smettere di sognare
Un live intriso, oltre che di ottima musica, anche di messaggi positivi. In particolare, raccontando la sua storia, Massimo Ranieri invita tutti a continuare a sognare e a credere nei propri sogni. A volte non sono così irraggiungibili, sono lì a portata di mano, basta solo afferrarli. E così, ad esempio, può succedere che uno sconosciuto Giovanni Calone (suo vero nome) diventi Massimo Ranieri.
Una caratura superiore
C’è poco da fare. Ci sono artisti di caratura superiore. Che, oltre al talento cristallino, possiedono quel carisma, quella dedizione e quel rispetto verso l’arte e soprattutto verso il pubblico che li rende qualitativamente inarrivabili. Concetto troppo lungo e complesso? Avete ragione. In fondo, bastavano due parole: Massimo Ranieri.
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a cura di
Paolo Porco

