Marco Mengoni – Stadio Olimpico, Torino – 9 Luglio 2025

A distanza di due anni Marco Mengoni torna in concerto allo Stadio Olimpico di Torino con il suo “Marco negli Stadi 2025”, un tour da tutto esaurito, che unisce musica, teatro e grande spettacolo.

Che questo spettacolo fosse diverso dai precedenti noi fotografi possiamo immaginarlo già dal pit, dall’atmosfera che si respira sotto il palco e che, personalmente, è sempre un’esperienza unica, soprattutto quando si varca la soglia dello Stadio Olimpico.
L’attesa, i messaggi dei fan che attendono da ore, con i sorrisi e pezzi di vita raccontati in poche parole, creano già un’aspettativa incredibile. Poi, nell’atmosfera del crepuscolo, sotto il cielo di Torino (che sì, sembra davvero “muoversi al mio fianco”…ma quella è un’altra storia), mentre si accendono una ad una le luci di uno stadio gremito, arrivano lentamente, in processione, i ballerini, presenze enigmatiche e silenziose, che – lo scopriremo tra poco – renderanno unico questo concerto.

Il teatro greco come narrazione

Marco ha scelto di impostare questo tour ispirandosi alla tragedia greca.
Lo vediamo nei costumi (opera di Nick Cerioni e del suo staff, in un visionario outfit votato alla luce e alle trasparenze) ma soprattutto nella scelta di “ordinare” lo spettacolo in “capitoli”: prologo, parodo, episodi, stasimi, esodo e catarsi. 

Scelta inusuale, ma certamente efficace, perché, come nella migliore delle tragedie, ogni atto ci trascina al successivo, senza capire se è (- certo che lo è – ) merito della sua musica, o di una catarsi collettiva, di cui tutti inconsciamente sentiamo il bisogno.

Questa struttura narrativa esprime la volontà di raccontare i cicli di crollo e rinascita dell’esistenza, dopo un periodo che Mengoni stesso definisce il più brutto della sua vita (ndr. per la morte di sua mamma, lo scorso 22 Settembre).

Marco instaura un rapporto speciale con i suoi fan, che lo ritrovano sul palco in una veste a tratti insolita, in questo spazio tempo che unisce il teatro e gli effetti speciali.

Memorabile è il passaggio in cui vediamo Marco restare sospeso tra monoliti di un’era futura in un viaggio che spazia nei 15 anni di carriera dell’artista, accompagnato da un corpo di ballo composto da 10 performer e un’orchestra di 13 elementi.

Il rapporto con i fan

Non manca, nello spettacolo di Mengoni, quell’aspetto così profondamente umano che rende Marco l’eterno ragazzo capace di mettere il cuore al primo posto, quando fa salire sul palco tre giovani fan o quando ancora una volta sceglie di scendere tra la folla, a regalare abbracci al suo pubblico.

Lo spettacolo nella sua interezza diventa così un momento collettivo, proprio come accadeva nella tradizione del teatro greco.
Immerso in un’esperienza a metà strada tra il rito civico e religioso, chi assiste a questo nuovo tour di Mengoni negli stadi non può non sentirsi parte integrante di una comunità che non perde di vista quella capacità, così rara , di credere “negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani”.

La scaletta del concerto

PROLOGO
Ti ho voluto bene veramente
Guerriero
Sai che

PARODO
La valle dei Re / Black Hole Sun
Non me ne accorgo
Tutti hanno paura
No stress
Voglio
Muhammad Ali

EPISODI
Fuoco di paglia
Cambia un uomo
Luce
In due minuti / Stay
Un’altra storia
Tonight / Try Again / Tonight
Hola / Mi fido di te

STASIMI
Due vite
L’essenziale / Ordinary world
Ready or not / Mi fiderò
La casa azul
Onde
Unatoka Wapi

ESODO
Un fiore contro il diluvio
Proibito
Non sono questo
Incenso

CATARSI
ManDarE TuTto All’aRIA
Pazza musica
Ma stasera
Pronto a correre
Io ti aspetto
Sto bene al mare
Esseri umani

Le foto della serata

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a cura e foto di
Emanuela Ranucci

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di Emanuela Ranucci

Nata a Torino, laureata in Comunicazione multimediale con una tesi specialistica in Letteratura italiana contemporanea, nel 2001 inizia a lavorare in RAI come redattrice e assistente di produzione per la realizzazione dei programmi televisivi educativi di Raitre (Melevisione, Screensaver). Nel dietro le quinte della tv si innamora della fotografia, realizzando le sue prime foto di scena. Da quel momento non abbandona più la macchina fotografica, dedicandosi a reportage, backstage, eventi, concerti e still life. Attualmente si divide tra i progetti da fotoreporter&videomaker e la sua agenzia di comunicazione (Loom Collective) che ha fondato a Torino.Nel tempo che rimane, ama: viaggiare, sorseggiare il barbera, nuotare al mare (anche d’inverno), cantare (stonando) in sala prove.

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