“Pianeti Olfattivi”: a Parma360 la mostra di Francesca Casale Sensu 

Fino al 25 maggio, presso il Torrione Visconteo, alla IX edizione di Parma 360 arriva la mostra di Francesca Casale Sensu, Pianeti Olfattivi, che esplora profumi e colori accostandoli a forme geometriche non riconducibili ad essi

In questa IX edizione di Parma 360, fino al 25 maggio sarà visitabile l’esposizione Pianeti Olfattivi di Francesca Casale Sensu

Collocata nella splendida cornice del Torrione Visconteo (una torre medievale costruita nel XIV secolo a difesa della città da Bernabò Visconti in prossimità del Parco Ducale), la mostra dell’artista si pone il compito di colpire la mente e lo sguardo del pubblico con i suoi colori e i suoi profumi, attraverso la pareidolia. 

La pareidolia e l’Olfactory art

Questo particolare fenomeno psicologico fa riferimento alla capacità della nostra mente di rievocare immagini familiari direttamente da forme astratte, tramite il senso della vista. E, nel caso specifico di Pianeti Olfattivi, non tanto dalle elementari forme sferiche della mostra, quanto da colori e profumi ad essi accostati. 

Insomma, un’esposizione che rientra a pieno titolo tra quelle dell’Olfactory art, branca che utilizza le fragranze come strumento, facendo leva sull’olfatto del pubblico. Un senso potentissimo, ma poco considerato dagli stessi artisti che, come da tradizione, solitamente puntano tutto sulla vista e sull’udito degli spettatori. 

Nonostante ciò l’arte olfattiva è riuscita ad emergere, ritagliandosi ampio spazio nel mondo contemporaneo. Come, ad esempio, a New York, dov’è situata la Olfactory Art Keller Gallery, dedicata alle opere di artisti come Clara Ursitti, Christophe Laudamiel, Wolfang Georgsdorf, Sissel Tolaas e Maki Ueda. 

In Italia, una delle principali è, appunto, Francesca Casale Sensu (in arte SENSU) che, dopo aver attinto sia dal campo essenziero (frequentando corsi di profumeria e l’ambiente del settore), sia da quello accademico delle Belle Arti di Torino, si è presto distinta con la sua opera Pianeti Olfattivi, arrivando finalista alla 19ª edizione dell’Arte Laguna Prize di Venezia

Pianeti Olfattivi

Con questa esposizione, ora visitabile a Parma, l’invito rivolto al pubblico è quello di svuotare la mente da ogni conoscenza ed esperienza pregressa, lasciandosi rapire dagli odori inebrianti e dalle luminose tonalità che, in un continuo gioco di luci e riflessi, ondeggiano leggiadre davanti ai nostri occhi come piccoli pianeti, sotto la luce del sole proiettata dalle grandi finestre spalancate sul cuore di Parma.

Un modo per distaccarsi dalla cultura e dalle applicazioni commerciali correnti, vivendo appieno questa esperienza polisensoriale e favorendo una “riabilitazione della nostra memoria olfattiva”. 
Liberi di riscoprire il piacere di fragranze e colori senza preconcetti e conoscenze già acquisite. 

Sperimentando, rielaborando, compiendo un vero e proprio viaggio nel tempo e nello spazio. Chiudendo gli occhi per un istante e lasciandosi trasportare, colpiti da tutti quegli odori così familiari, ma al contempo così indefiniti. 

Giocando a rievocare, riesumare e ricomporre piccoli tasselli di memoria, tramite la fragranza intensa del gelsomino e della lavanda, quella dolce di latte e vaniglia, o quella pungente di agrumi e zenzero. Il profumo di caffè nell’aria la domenica mattina. Le nocciole tostate, una rosa di maggio appena sbocciata. 

Ogni fragranza è collegata ad un’immagine, che viene evocata dalla potenza dei ricordi, facendosi strada nella nostra mente.

Una sezione speciale 

A chiusura della mostra, al piano sottostante, gli spettatori troveranno una particolare sezione dedicata alla città di Parma ed ispirata alla violetta, qui celebrata dal profumo e dai colori dell’installazione. 

Il fiore è infatti diventato un vero e proprio simbolo della città e la sua connessione con la terra emiliana risale addirittura all’800: amatissimo da Maria Luigia, proprio per questo motivo vennero ricavati da esso essenze e dolci. 

Ma il primo vero e proprio profumo venne creato solo più tardi da Ludovico Borsari, che lo rese un bene di lusso di fama mondiale. Oggi il marchio esiste ancora, di proprietà di una multinazionale con sede a Milano. Mentre, a livello locale, la tradizione è portata avanti dalla profumeria Nadalini. 

Insomma, un omaggio incredibile di SENSU a questa affascinante città, metaforicamente nutrita da quelle radici che affiorano dal terreno, che creano una connessione profonda con questa terra. 

a cura di
Maria Chiara Conforti

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