Olly – Estragon, Bologna – 8 maggio 2025

Dopo il trionfo sanremese, Olly riempie i club di tutta Italia: emozioni, sudore e gratitudine nella sua seconda serata sold out all’Estragon di Bologna

Dopo la vittoria al Festival di Sanremo, il tour di Olly nei club sta registrando un tutto esaurito dopo l’altro. Non fa eccezione Bologna, dove l’artista genovese ha infiammato l’Estragon con due date consecutive sold out. Noi c’eravamo alla seconda serata, ed è stata un’autentica festa.

Già un’ora prima dell’apertura delle porte, il pubblico fuori dal locale intonava i cori a squarciagola, trasformando l’attesa in un pre-show spontaneo. Quando Olly sale sul palco, l’atmosfera è elettrica e piena di affetto. Fin dalle prime note, è chiaro che tra lui e i fan esiste un legame speciale.

Dopo i primi brani, Olly confessa di non essere al meglio vocalmente – “piuttosto sputo sangue, ma sto con voi” dice – ma a noi, sinceramente, non sembra mancare nulla. Chiede l’aiuto del pubblico, che risponde come un solo coro, sostenendolo con una partecipazione totale, urlando ogni parola come se fosse la propria.

Il momento più intimo arriva nella parte centrale del concerto, con un set acustico raccolto e suggestivo: Olly e la sua band si raccolgono attorno a un tavolo apparecchiato, quasi fosse una cena tra amici. E in effetti, l’atmosfera è proprio quella: intima, sincera, piena di calore.

Il legame tra Olly e il suo pubblico è il filo conduttore di tutta la serata. Più volte ringrazia, si apre con parole piene di affetto, si lascia andare all’emozione. Dopo “Balorda nostalgia“, è visibilmente commosso per l’accoglienza che Bologna gli ha riservato: un abbraccio collettivo fatto di voci, mani alzate e occhi lucidi.

La scaletta è un viaggio dentro tutte le sfumature di Olly, dal sound più energico alle ballate più intime, fino alla chiusura con la sorprendente cover de “Il pescatore” di Fabrizio De André, reinterpretata con rispetto e personalità.

La scaletta
  • È festa
  • L’anima balla
  • Una vita
  • A squarciagola
  • Quei ricordi là
  • Bianca
  • L’amore va
  • Polvere
  • Un’altra volta
  • Paranoie
  • La lavatrice si è rotta
  • Lego
  • Tutto male
  • Sopra alla stessa barca
  • Per due come noi
  • Inedito (ancora senza titolo)
  • Ho voglia di te
  • Fammi morire
  • Scarabocchi
  • Noi che
  • A noi non serve far l’amore
  • I cantieri del Giappone
  • Per due come noi
  • Balorda nostalgia
  • Il campione
  • Devastante
  • Menomale che c’è il mare
  • Il pescatore

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a cura e foto di
Mirko Fava

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di Mirko Fava

Mirko Fava nasce a Parma il 23/04/1991. Ha un diploma da geometra che ha usato per poco tempo, prima di diventare impiegato. Ha cominciato ad appassionarsi di musica negli anni delle superiori ed è andato alsuo primo concerto nel 2007, portandosi dietro una delle prime digitali compatte di suo padre, ottenendo scarsissimi risultati. La passione per la fotografia è cominciata parallelamente a quella per i concerti, anche se a tutti gli effetti si è sviluppata definitivamente dopo qualche anno. La macchina fotografica lo accompagna anche in viaggio, alla costante esplorazione del mondo. Tutte passioni economiche, in pratica.

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