José González incanta il Teatro Regio: l’essenza della musica alla XVIII edizione del Barezzi Festival 2024 di Parma.
Il 15 novembre 2024, nella XVIII edizione del Barezzi Festival, il prestigioso evento che trasforma Parma in un palcoscenico per artisti visionari, José González ha regalato al pubblico una performance indimenticabile nella magica cornice del Teatro Regio. Il chitarrista svedese-argentino ha incantato la platea con il suo stile unico e il potere evocativo della sua musica. Ma scopriamolo insieme in questo live report della serata.
L’apertura: uno sfondo boscoso e note evocative
Uno sfondo boscoso, un fascio di luce soffusa e González seduto con la sua chitarra: il concerto si è aperto così, con il tocco delle sue dita sulle ruvide corde, un movimento che sembrava disegnare paesaggi sonori nell’aria. C’è gentilezza nel caldo timbro della sua voce, eppure una fermezza nelle sue parole, che arrivano dritte, portatrici di storie e significati.
Un viaggio musicale e visivo
Il concerto è iniziato con “With the Ink of a Ghost”, seguito da “Stay in the Shade” e “Lovestain”, tre pezzi che hanno creato l’atmosfera perfetta per entrare nel suo universo musicale. Con “Valle Local” e “Down the Line”, González ha reso omaggio alle sue radici, trasportando il pubblico nelle terre dell’Argentina. Il terzo brano ha visto lo sfondo tingersi di rosso, amplificando l’intensità della musica, prima di virare verso l’intensa “Line of Fire”.

Momenti di silenzio e introspezione
Il cuore della serata è stato segnato dai brani “The Void” e “Horizons”, seguito da un momento di introspezione importante che caratterizza questo artista: è il cantante stesso che chiede di non applaudire sui due brani che trattano dei temi intimi come il senso di vuoto e senso di inadeguatezza, invitando il pubblico a immergersi nel significato profondo della sua musica. Si susseguono poi a metà della serata i brani “Stories” e “Killing for Love”, eseguiti con una delicatezza disarmante.
Un tocco internazionale e scenografie stellari
Con “El Invento” e “Cycling Trivialities”, González ha eseguito il suo repertorio di “brani viandanti” con brani che parlano di poesia, tempo e riflessione. La bellezza è arrivata con “En Stund På Jorden”, cantata in svedese, suo paese natio, durante la quale lo sfondo evocava stelle e un’aurora boreale che ci trasportavano nelle terre nordiche europee.
Il gran finale e il bis
Con “Visions” e “Leaf Off” / “The Cave” González ha toccato le corde più emotive del pubblico. Il concerto si è avviato alla conclusione con “Tjomme”, ma il pubblico non voleva lasciarlo andare.
Il bis è stato straordinario! “Every Age”, “Crosses” e il celebre brano “Heartbeats” hanno aperto questa ultima parte, seguita da una commovente versione di “Teardrop” dei Massive Attack. La serata si è conclusa con “Katy’s Song” e “Blackbird”, in una riflessione finale. Con questo bis González ci apparecchia l’anima per assaggiare la sua musica e bere le sue parole.

Take home del concerto:
“Come può un uomo solo sul palco, con una sola chitarra, riempire così tanto la scena e le nostre vene?”. González non ha semplicemente suonato: ha offerto emozioni che resteranno indelebili nella memoria di chi c’era.
Ecco la scaletta della serata
- With The Ink Of A Ghost
- Stay In The Shade
- Lovestain
- Valle Local
- Down The Line
- Line Of Fire
- The Void
- Horizons
- Stories
- Killing For Love
- El Invento
- Cycling Trivialities
- En Stund På Jorden
- Visions
- Leaf Off / The Cave
- Tjomme
Encore:
17. Every Age
18. Crosses
19. Heartbeats
20. Teardrop
21. Katy’s Song
22. Blackbird
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a cura di
Francesca Bandieri
foto di
Mirko Fava

