Aku: “Vi spiego la mia idea di rap”

Aku: “Vi spiego la mia idea di rap”
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Aku è un sassofonista, insegnante, compositore, giornalista musicale, rapper. Fin da piccolissimo avviato allo studio della musica dal padre sassofonista, si interessa dall’adolescenza al mondo della musica afroamericana, universo a cui ha dedicato e dedica la grandissima parte della sua vita artistica.

Pagine Gialle è il nuovo singolo di Aku, in uscita venerdì 19 giugno per Romolo Dischi (distribuzione digitale Pirames), estratto dall’EP Specchio.

Questo è un episodio anomalo del suo nuovo progetto, con il rap che si inserisce sul ritmo ondeggiante e sul contrappunto di archi e fiati. Un brano estivo ma agrodolce, che parla intimamente di sentimentali lotte coi mulini a vento. Nel brano è presente il featuring del rapper e produttore Daje Matt, con cui Aku ha già collaborato nell’ Ep 500 KM, e nel brano Caravaggio.

Ecco cosa ci ha raccontato.

Raccontaci, come nasce Pagine gialle

Si tratta di un brano che nasce dall’intento di far incontrare delle sonorità luminose con un testo piuttosto scuro e malinconico, che parla di incomunicabilità e false speranze. Anche l’andamento ritmico altalenante conferisce secondo me al brano leggerezza, una sensazione che contrasta senza dubbio con le parole che senti.

La modalità del feat è una caratteristica che contraddistingue da sempre l’universo del rap; come nasce il tuo connubio artistico con Daje Matt e come nasce questo feat?

Matteo (cioè Daje Matt) è un amico fraterno prima di essere un collega di lavoro e un talentuoso produttore e cantante. La collaborazione è avvenuta in maniera molto spontanea, e la sua vocalità si sposa bene con il tiro indie-rap del brano.

Da cosa ti sei lasciato ispirare per il sound del brano?

Come dicevo, ho ricercato una leggerezza musicale che si discosta dagli altri episodi del mio Ep, andando a pescare nel mio background fatto di musica black, anche vintage: nel sound del pezzo hai il tiro di Black Skinhead di Kanye, ma anche il riff di fiati che ricorda un po’ il sound Motown, Kool and The Gang, Earth Wind & Fire.

Quali brani ti permettono di staccare la spina con il mondo?

I brani strumentali. Strano dirlo, per un rapper, ma lo stato spirituale a cui riesce a portarti la musica priva dell’intellettualizzazione scaturita dal testo non ha eguali. Sicuramente l’estro musicale del grande Morricone è nella mia top 3 di ascolti, sempre: peraltro, anche gli arrangiamenti degli archi sul mio nuovo disco sono palesemente ispirati a lui.

Tre film che ti hanno particolarmente colpito di recente.

Domanda difficile, visto il consumo compulsivo di audiovisivi che tutti noi abbiamo fatto durante la quarantena! Ti direi Mr.Nobody, che è una riflessione distopica su come destino e casualità dirigano la vita umana; Lola Darling, un film degli anni’80 del grande Spike Lee, dalla trama ironica, sensuale e densa di spunti sui rapporti fra donne e uomini. Infine, mi prendo la licenza di citare una serie bellissima sulla storia dei grandi Bulls di Michael Jordan: The Last Dance, la trovate su Netflix.

Progetti futuri?

Cercare una nuova dimensione come artista e rapper, in un momento così particolare storicamente e professionalmente. Il sound dei miei nuovi pezzi sarà più essenziale, crudo, spigoloso.

a cura di
Giulia Perna

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