Michael Gambino, quando un battito d’ali diventa arte

Michael Gambino, quando un battito d’ali diventa arte
Condividi su

Una miriade di farfalle colorate si librano su uno sfondo bianco dando vita a continenti, persone e immagini. E’ questa l’arte meravigliosa e onirica di Michael Gambino che riesce a trasmetterci, grazie a questi piccoli animali, un senso di meraviglia e libertà.

Le opere di Michael ci rivelano la sua passione per due mondi che sembrano agli antipodi: quello della scienza e quello dell’arte che, però, nei suoi lavori si fondono alla perfezione regalandoci degli arcobaleni di emozioni e colori.

Un lavoro lungo, quello che si cela dietro queste opere, perché ogni farfalla, che va a formare i mondi che Michael ci racconta, è tagliata pazientemente a mano. Un animale piccolo, sinonimo di cambiamento, che ci guida attraverso un leggiadro battito d’ali tra i lavori di questo artista.

La Fisica dell’atomo
Ciao Michael, parlaci un po’ della tua arte. Com’è nato il tuo stile e hai degli artisti da cui ha tratto ispirazione? Qual è il messaggio che vuoi lasciare con i tuoi lavori?

Il primo lavoro fu un planisfero, l’idea nacque leggendo uno scritto sull’Effetto Farfalla, un’ espressione coniata per illustrare il concetto che sta alla base della Teoria del Chaos, anticipata da Alan Touring nel 1950 ed elaborata poi da Edward Lorenz nel 1963.

Lorenz tenne una conferenza a New York nel 1972 il cui titolo era “Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?”.

In realtà a formare il mio stile contribuì anche un mio vecchio manuale sulle farfalle, in cui erano raccolte molte specie diverse. Per ogni specie vi era, a fondo pagina, un piccolo planisfero con evidenziata la zona di origine della farfalla e ciò mi portò, insieme allo scritto sull’Effetto Farfalla, alla realizzazione di un planisfero formato da farfalle autoctone dei sei continenti.

Artisti da cui ho tratto ispirazione sono sicuramente Carlos Amorales e Paul Villinsky ma anche Keng Lye e Riusuke Fukahori. Poi, anche se non è un artista, Edward Lorenz. 

Sicuramente vorrei comunicare la grandiosità e l’importanza della natura, che molte volte viene trascurata, e trasmettere il mio amore per essa, per la scienza e per la letteratura.

Poi vorrei comunicare l’idea che tutto è collegato ed in continuo mutamento ed una nostra singola azione, anche apparentemente insignificante, può portare a grandi cambiamenti. Anche il cambiamento e la diversità, intesa come ricchezza, sono dei temi molto importanti per me. 

Prima di dedicarti all’arte, studiando a Brera, le tue materie erano chimica e biologia. Che peso ha avuto la tua formazione scientifica sulla tua produzione artistica?

Amo molto le materie scientifiche e, anche se ad un certo punto della mia vita ho deciso di cambiare indirizzo, sono rimasto molto legato ad esse. I miei lavori nascono proprio dall’unione di queste due mie passioni, l’arte e la scienza. Quasi ogni mia opera è legata in qualche modo alla scienza.

Nelle tue opere la natura ha un ruolo fondamentale. Qual è il tuo legame con lei? 

La natura è importantissima per me. Ho una passione per questa cara amica; fin da quando ero piccolo ho sempre amato stare all’aperto, in mezzo al verde, e adoro qualsiasi tipo di animale, compresi gli insetti. Direi che la natura è parte del mio essere, starei male senza di lei.

I tuoi lavori sono costituiti da una miriade di farfalle tagliate a mano, cosa ti ha spinto a scegliere proprio questo animale? 

Sono molto legato al tema del cambiamento e la farfalla è la creatura che più di tutte racchiude questo concetto. È in grado di diventare da animale apparentemente insignificante a creatura bellissima e gloriosa.

Ci vuole una grande energia per compiere una metamorfosi totale, la stessa energia e forza che spinge l’uomo a cambiare quando qualcosa nella sua vita non funziona.

Da bambino cercavo sempre di catturarle (fallendo ogni volta miseramente) quindi la farfalla rappresenta anche parte della mia infanzia. Ciò l’ha resa perfetta come tassello per realizzare le mie opere. 

In alcuni tuoi lavori troviamo anche libri, citazioni o aforismi. Cosa hai voluto raccontare attraverso il connubio tra farfalle e letteratura.

Io sono un amante della letteratura in generale, ma il lavori con i libri sono nati da una legge della fisica ovvero la legge della conservazione della massa di Lavoisier (“Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”).

Le pagine del libro infatti non vengono distrutte ma vengono trasformate in farfalle, e il libro stesso viene trasformato in opera d’arte. Il tema centrale è quindi il cambiamento e la crescita. In più il libro è uno scrigno ricolmo di conoscenza, ed è acquisendo conoscenza del mondo, ma soprattutto di se stessi, che si impara a crescere. 

Sei un artista giovane, ma con tanta esperienza alle spalle, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

È una domanda difficile, ovviamente andrò avanti con il mio percorso, spero di trovare anche altre espressioni per la mia arte che includano altre mie passioni.

Ma soprattutto vorrei utilizare di più la mia arte per fare qualcosa di concreto dal punto di vista umanitario. 

a cura di
Laura Losi
foto gentilmente concesse da
Colossi Arte Contemporanea

Seguici anche su Instagram!
LEGGI ANCHE- Jodypinge e la sua arte ritrovata
LEGGI ANCHE-
Alice Bottoni e la sua vita a colori
Condividi su

Laura Losi

Laura Losi è una piacentina classe 1989. Si è laureata in Giornalismo e Cultura Editoriale presso l’Università degli Studi di Parma con una tesi sulla Comunicazione Politica di Obama. Avrebbe potuto essere un medico, un avvocato e vivere una vita nel lusso più sfrenato, ma ha preferito seguire il suo animo bohemien che l’ha spinta a diventare un’artista. Ama la musica rock (anche se ascolta Gabbani), le cose da nerd (ha una cotta per Indiana Jones), e tutto ciò che riguarda il fantasy (ha un’ossessione per Dragon Trainer). Nel 2015 ha pubblicato il suo primo romanzo “Tra le Rose” e a breve vedrà la luce anche la sua seconda fatica, il cui titolo rimane ancora avvolto nel mistero (solo perché in realtà lei non lo ha ancora deciso).

2 pensieri su “Michael Gambino, quando un battito d’ali diventa arte

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *